Cerimonia di intitolazione impianti sportivi a Giuseppe Falcone: chi partecipa in abbigliamento casual e chi non viene proprio

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L’intitolazione dell’impianto sportivo di Casal del Marmo alla memoria del Presidente Giuseppe Falcone, già Capo del Personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, ha rappresentato un momento commovente ed emozionante per tutti coloro che  hanno conosciuto l’indimenticabile magistrato.

Anche se per arrivare all’intitolazione c’è voluta la nostra richiesta, siamo comunque soddisfatti che alla fine sia stato ottenuto questo doveroso riconoscimento nei confronti di un magistrato che tanto ha voluto bene al Corpo e tanta considerazione ha avuto per lo sport come elemento formativo ed aggregante.

Pur tuttavia, resta un pò di amaro in bocca per una cerimonia in sordina, quasi fosse una festicciola tra amici, nella quale ci sembra sia venuta a mancare quella solennità che avrebbe meritato l’Uomo e il Magistrato per ciò che ha fatto e per ciò che ha rappresentato, non soltanto per chi lo ha conosciuto.

Anzi, l’occasione avrebbe dovuto rappresentare un momento di riflessione anche per gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che non lo hanno conosciuto, per arricchire quella memoria storica del Corpo che sembra tanto invisa agli attuali amministratori, quasi fosse considerata un fardello inutile piuttosto che un arricchimento storico e culturale.

Il Capo Dap nel suo intervento

Giuseppe Falcone, “Sigarone” per gli amici, avrebbe meritato molto più di una cerimonia senza cerimoniale, con un Capo Dipartimento in abbigliamento casual col maglioncino rosso a collo alto.

Anche se, almeno, il Capo Dap ha sentito il dovere istituzionale di partecipare … cosa che, invece, non ha assolutamente toccato l’attuale Capo del Personale (sic!) che si è fatto notare per la sua assenza, come del resto aveva già fatto a tutte le precedenti celebrazioni laiche e religiose in onore di Falcone.

Anche il Ministro, sebbene impegnato, avrebbe potuto/dovuto onorare la cerimonia con la propria presenza invece di delegare, ancora una volta, il Sottosegretario, che pure, bisogna riconoscerlo, ha fatto una bella figura sia per l’aspetto formale che per il discorso tenuto.

Una domanda, però, sorge spontanea: “Quanto può essere credibile un Capo Dap che richiama al rispetto della formalità dell’uniforme e, poi, è il primo a disattendere la forma, il protocollo ed il cerimoniale nelle occasioni ufficiali?”

E, ancora: “Quanto può essere credibile un Capo del Personale che diserta una celebrazione in omaggio a chi ha rivestito quel ruolo prima di lui (sicuramente con ben altri risultati e considerazione da parte della Polizia Penitenziaria)?

La FORMA, soprattutto in certe occasioni, E’ SOSTANZA.

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