La messa alla prova per gli adulti. Una misura per il ravvedimento e la risocializzazione nella Comunità

Ed eccomi di nuovo qui a parlare di servizio sociale. 

In verità, vi confido che non vedo l’ora di poggiare le mie dita sulla tastiera per scrivervi, perché attraverso la scrittura, scientifica, professionale e/o poetica che sia, un uomo apre  il suo cuore agli altri, oltre che a donare il proprio sapere.

In questo numero, prima di passare alle Misure alternative alla detenzione vere e proprie, vi vorrei parlare della Messa Alla Prova per adulti (d’ora in poi MAP). 

Quando venni immesso in servizio presso l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna (UEPE) di Caserta, era un istituto giuridico a me sconosciuto; essendo giovane, ne ho colto subito in maniera positiva le potenzialità e le opportunità che esso avrebbe dato, soprattutto alla comunità. 

Con la MAP avviene un mutamento culturale di ampio respiro, ovvero la rinuncia dello Stato alla Punizione. 

Si diffonde in maniera sempre più persuasiva l’opinione che la risocializzazione e il ravvedimento devono avvenire nella comunità, attraverso una responsabilizzazione della persona e la valorizzazione  delle sue capacità al fine di poterle utilizzare a favore della collettività. 

Sul piano giurisprudenziale, la messa alla prova è stata introdotta ad opera della legge 67/ 14, e inserita nel codice penale agli articoli da 168-bis a 168-quater; 

• nel codice di procedura penale agli artt. 464-bis a 464-novies ss. e all’art. 657-bis; 

• nelle disposizioni di attuazione al codice di procedura penale agli artt. 141-bis e 141-ter, che disciplinano l’avviso del pubblico ministero in merito alla richiesta di ammissione alla messa in prova e l’attività dei servizi sociali nei confronti degli adulti ammessi alla prova; 

• nel D.P.R. 14/11/2002, n. 313 (T.U. in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti) alla lett. i-bis dell’art. 3 (L), comma 1, che prevede l’iscrizione nel casellario giudiziale dell’ordinanza che dispone la sospensione del procedimento con messa alla prova.

E’ una modalità alternativa di definizione del processo, che può essere attivata sin dalla fase delle indagini preliminari, con la quale è possibile pervenire ad una pronuncia di proscioglimento per estinzione del reato, laddove il periodo di prova cui acceda l’indagato/imputato, si concluda con esito positivo. Si tratta di un istituto che ha natura consensuale e funzione di riparazione sociale. 

Ai fini dell’ammissione dell’istituto occorre che, la richiesta sia formulata dall’indagato/imputato, oralmente o per iscritto, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, con sottoscrizione autenticata in caso di conferimento della procura speciale. 

La domanda va presentata solo se provenga da chi non sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza, da colui al quale non sia stata già concessa e poi revocata, la messa alla prova. 

Non è contemplata, invece la recidiva, né è previsto che l’interessato per accedere all’istituto debba ammettere le proprie responsabilità: la confessione sarebbe in sé incompatibile con la disciplina dell’istituto, considerato che in caso di esito negativo della prova o di revoca della stessa il processo riprende e prosegue dalla fase in cui è stato interrotto. 

Difatti l’eventuale ammissione di responsabilità, porrebbe evidenti problemi con le garanzie dell’imputato ritornato sub iudicio. 

La richiesta di ammissione alla sospensione del processo con messa alla prova può essere avanzata non solo dopo l’esercizio dell’azione penale, ma anche prima, a tal fine prevedendosi che lo stesso PM dia avviso all’indagato in ordine alla possibilità di accedere all’istituto in questione.

A corredo dell’istanza, laddove possibile, va allegato l’attestato di disponibilità ad accogliere il soggetto al fine dello svolgimento dei lavori di pubblica utilità, della parrocchia, associazione, ente locale, protezione civile (ove ciò non è possibile provvede l’UEPE  a reperire una struttura convenzionata idonea ad accogliere il soggetto).

Successivamente a tale istruttoria, l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna, provvede ad elaborare il programma di trattamento e la relazione sociale (con indicazione dei tempi, modalità, prescrizioni) a cui il soggetto dovrà attenersi durante il periodo di MAP concesso dal Giudice in maniera discrezionale, che può naturalmente variare, in base alla tipologia del reato commesso. 

L’esito positivo della prova estingue il reato, in caso contrario il processo riprende il suo corso. 

Centrale nella messa alla prova è il ruolo svolto dall’assistente sociale che si fa carico di seguire il soggetto per il tutto il periodo di MAP,  con interventi di aiuto, sostegno e controllo. 

Non meno importante tuttavia è il ruolo dell’associazione, ente locale, parrocchia, protezione civile che si fa carico si accogliere l’imputato presso la struttura. Solitamente gli imputati, si adoperano in tutte quelle attività di utilità sociale, quali assistenza ai disabili, agli  anziani, si adoperano per la distribuzione dei pasti presso le mense dei poveri, nella manutenzione del verde delle aree pubbliche e così via. 

Io stesso sono stato promotore di diverse convenzioni per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità con il comune di Ailano (CE), con l’Associazione Eremo di San Vitaliano (CE) Associazione Unitalsi (CE), e in questo periodo sto lavorando, essendone il promotore, ad un protocollo unico (adulti-minori) tra UEPE Caserta, Centro per la Giustizia Minorile per la Campania e Fondazione Real Sito di Carditello  in provincia di Caserta, proprio per l’accoglienza di soggetti in MAP e misura alternativa alla detenzione(in particolare ho proposto una serie di progetti a latere, quali manutenzione del verde, cura dei cavalli di razza Persano, agricoltura biologica) volevo lasciare ai lettori il mio contatto e-mail, per avere spunti di riflessione , suggerimenti, proposte, e spero al più preso di poter avviare un vero e proprio forum on-line dove poterci confrontare. A presto.

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Gennaro Del Prete
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