La protesta della polizia penitenziaria trapanese. Oggi inizia lo sciopero della fame

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Oggi gli operatori di Polizia Penitenziaria del carcere di Trapani e Favignana, iniziano una nuova fase della loro protesta annunciata qualche giorno addietro. Hanno deciso, infatti, di astenersi a tempo indeterminato, dal consumare i pasti alla mensa.

Ad un mese circa dall’incontro con il Prefetto Tommaso Ricciardi, i rappresentanti sindacali della Polizia Penitenziaria di Trapani si sono riuniti in assemblea con il personale  all’interno della Casa Circondariale “Pietro Cerulli”. L’assemblea delle diverse sigle sindacali ha redatto una lettera inviata al Prefetto e al Capo Dipartimento della Polizia Penitenziaria con la quale si fa il punto della situazione, con i numeri attuali e quelli che potrebbero essere risolutivi della grave carenza di organico.

La protesta – scrivono i sindacalisti, tra i quali Veneziano, Savalli, D’Aguanno, Basirico, Trapani e Cusenza – è stata ignorata dai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria; infatti, giocando con i numeri e le percentuali, si è voluto “sminuire” la gravità della situazione, considerato che l’Amministrazione annovera nella conta del personale di Polizia presente anche i “fantasmi”, quelli in convalescenza e quindi prossimi alla pensione, quelli distaccati da altre sedi, in forza all’Istituto, ma di servizio in aree riservate e che non si possono utilizzare, non tenendo comunque conto dei colleghi che sono stati già posti e verranno posti in quiescenza entro dicembre, non tenendo conto nemmeno dei 52 colleghi che fruiscono della Legge 104 e sono quindi utilizzati parzialmente, incidendo pesantemente sul servizio a causa della legittima fruizione dei permessi previsti”.

Al prefetto, i rappresentati sindacali avevano già riferito personalmente che la polizia penitenziaria di Trapani, da mesi, a causa dello stress, registra diversi casi di patologie cardiovascolari tra il personale, e un picco di malattie che preoccupa per la sicurezza dell’Istituto.
ll personale di Trapani è stanco e disilluso sfiduciato – continuano – da una politica penitenziaria che non si impegna a risolvere i problemi ma che, anzi, aumenta di giorno in giorno i posti di servizio senza tenere conto delle realtà locali”.
La carenza di organico, fanno presente i sindacalisti, mette a rischio la fruizione di ferie, riposi, permessi, del personale penitenziario. Ed è stato proprio il piano ferie estivo del tutto insoddisfacente a causa della carenza di personale che ha fatto prendere la decisione di iniziare oggi la protesta con lo sciopero della fame.

I numeri attuali della polizia penitenziaria del carcere “Pietro Cerulli” a Trapani 
– Attualmente nel carcere di Trapani ci sono 560 detenuti di cui 100 sono quelli in regime di alta sicurezza. Dei 250 poliziotti penitenziari però bisogna togliere i 50 addetti al Nucleo Provinciale Traduzioni e Piantonamento, altro settore abbondantemente insufficiente dato che in provincia di Trapani, in totale, ci sono 770 reclusi. Dei 200 rimasti, bisogna togliere altri 80 poliziotti impiegati nei servizi di sicurezza che riguardano: colloqui, gli uffici del comando, ufficio servizio, ufficio segreteria, cucina detenuti, ecc. ecc.). Continuando con la sottrazione si arriva così ad appena 120 poliziotti che, con l’ulteriore decurtazione del 40% del personale che fruisce di ferie, permessi e altri diritti, nell’arco delle 24 ore a controllare i 560 detenuti rimangono soltanto 80 poliziotti, che significa, mediamente, appena 20 unità in un turno e nei turni serali e, addirittura 10 unità in quello notturno.

I numeri del carcere di Favignana – La pianta organica iniziale era di 121 unità che con la Legge Madia è stata diminuita di circa 40 unità. La pianta organica effettiva dovrebbe essere ora di 81 unità, ma il personale in servizio in realtà è di 56 unità, comprensivo di 4 distaccati di cui un Funzionario e un ispettore. Anche in questo caso, fra malattie a lungo termine, nuovi posti di servizio è impossibile mettere il personale in congedo per il periodo estivo.

L’appello – “E’ scandaloso sottovalutare, il problema della polizia penitenziaria di Trapani – concludono la loro lettera/appello i sindacalisti – . E’ obbligatorio e non più procrastinabile provvedere all’assegnazione di almeno 80 unità di Polizia Penitenziaria a Trapani. Trascorsi 8 giorni dalla protesta preannunciata ci si riunirà nuovamente in assemblea per decidere ulteriori forme di lotta, quali ad esempio un presidio permanente di fronte la Prefettura al fine di ribadire con forza la richiesta di personale di Polizia Penitenziaria, non escludendo anche altre forme di protesta eclatanti al fine di portare a conoscenza dell’opinione pubblica lo stato di abbandono in cui versa il personale”.

Fonte: tp24.it

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