La sicurezza urbana nei Decreti Minniti e Salvini

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Negli ultimi anni i problemi della sicurezza e dell’immigrazione sono stati affrontati dai due politici, Minniti e Salvini, quest’ultimo ancora in carica, che hanno occupato il posto più importante al Viminale, quello di ministro dell’Interno.

Entrambi hanno usato il mezzo più rapido ed efficace, il decreto legge, poi convertito in legge. Sono intervenuti con iniziative di ampia portata, che hanno riguardato l’immigrazione e la sicurezza urbana. Ciò che ci interessa maggiormente affrontare in questa sede è la parte relativa alla sicurezza urbana. I due decreti, in questa materia, hanno diversi punti in comune, nonostante i promotori appartengano a partiti politi in antitesi per storia, idee, programmi e modalità di intervento.

Il Decreto legge n. 14/2017 di Minniti riguarda proprio la collaborazione interistituzionale per la promozione della sicurezza integrata e della sicurezza urbana. In questo decreto l’ex ministro dell’Interno affronta i temi della sicurezza urbana con una visione e una prospettiva di risoluzione che, per le norme previste, sono state definite di destra da molti appartenenti alla sinistra. Il mese scorso, trattando sempre del tema della sicurezza “Costituzionalmente orientata” avevamo scritto che l’articolo 118 della Costituzione stabilisce che “La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni in materia di immigrazione, ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale. In attuazione proprio dell’articolo 118 della Costituzione il Decreto in questione disciplina modalità e strumenti di coordinamento tra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano ed enti locali in materia di politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata. L’articolo 1, comma 2, dispone che si intende per sicurezza integrata l’insieme degli interventi assicurati dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province autonome di Trento e Bolzano e dagli enti locali, nonché da altri soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all’attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità territoriali.

Il comma 2 bis stabilisce infine che Concorrono alla promozione della sicurezza integrata gli interventi per la riqualificazione urbana e per la sicurezza nelle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia.

L’articolo 4 definisce la sicurezza urbana come  Il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione, anche urbanistica, sociale e culturale, e recupero delle aree o dei siti degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio, la promozione della cultura del rispetto della legalità e l’affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile, cui concorrono prioritariamente, anche con interventi integrati, lo Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nel rispetto delle rispettive competenze e funzioni.

Il decreto ha previsto la possibilità che sindaco e prefetto sottoscrivano appositi patti riguardanti interventi per la sicurezza urbana, i quali perseguono prioritariamente i seguenti obiettivi:

  • prevenire e contrastare fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, soprattutto a vantaggio delle zone maggiormente interessate da fenomeni di degrado, coinvolgendo anche i volontari per la tutela e la salvaguardia dell’arredo urbano, delle aree verdi e dei parchi cittadini;
  • favorire l’impiego delle forze di polizia per far fronte ad esigenze straordinarie di controllo del territorio e l’installazione di sistemi di videosorveglianza;
  • dissuasione di ogni forma di condotta illecita, attraverso la promozione della legalità, anche mediante iniziative mirate a prevenire ogni forma di condotta illecita, compresi l’occupazione arbitraria di immobili e lo smercio di beni contraffatti o falsificati;
  • promuovere il rispetto del decoro urbano, anche valorizzando forme di collaborazione interistituzionale tra le amministrazioni competenti;
  • promuovere l’inclusione, la protezione e la solidarietà sociale, mediante azioni e progetti mirati ad eliminare fattori di marginalità, anche con la collaborazione di associazioni di volontariato.

Il decreto ha istituito il Comitato metropolitano che, fermo restando le competenze del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, si occupa di effettuare ogni utile valutazione per l’analisi, la valutazione e il confronto sulle tematiche di sicurezza urbana relative al territorio della città metropolitana.

Il Comitato è copresieduto dal prefetto e dal sindaco metropolitano.

L’articolo 7 stabilisce che, al fine di migliorare gli interventi in materia di sicurezza, gli accordi ed i patti previsti dal decreto, agli articoli 3 e 5, possono riguardare l’installazione di sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzati, dotati di software di analisi video per il monitoraggio attivo con invio di allarmi automatici a centrali delle forze di polizia o di istituti di vigilanza privata convenzionati.

Il decreto interviene anche per modificare il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, relativamente al potere dei sindacai di emanare ordinanze, in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche…nonché al fine di assicurare il soddisfacimento delle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti nonché dell’ambiente e del patrimonio culturale in determinate aree delle città interessate da afflusso particolarmente rilevante di persone, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi, nel rispetto dell’articolo 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, può disporre, per un periodo comunque non superiore a trenta giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche … e…  prevenire e contrastare l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, la tratta di persone, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili, ovvero riguardano fenomeni di abusivismo, quale l’illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza, anche legati all’abuso di alcool o all’uso di sostanze stupefacenti.

Altri interventi normativi contenuti nel decreto sono volte ad evitare il blocco e lo stazionamento di zone come, aeroporti, porti, ferrovie. Altre misure che si inseriscono nell’alveo del dettato costituzionale di cui all’art 118 e successive leggi e decreti riguardano:

  • i poteri del Questore di disporre il divieto di accesso in determinate aree;
  • l’accesso alle banche dati degli appartenenti alla Polizia locale;
  • l’occupazione arbitraria di immobili ed i relativi poteri del prefetto di emanare direttive atte a prevenire tali illecite occupazione;
  • misure atte a prevenire lo spaccio di sostanze stupefacenti nelle immediate vicinanze di scuole, plessi scolastici, sedi universitarie, locali pubblici o aperti al pubblico;
  • il numero unico europeo 112;
  • la modifica all’articolo 639 del codice penale, al fine di consentire, per al fine di consentire al giudice, per alcuni reati, di poter disporre l’obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non sia possibile, l’obbligo di sostenerne le spese o di rimborsare quelle a tal fine sostenute, ovvero, se il condannato non si oppone, la prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate nella sentenza di condanna;
  • iniziative contro i parcheggiatori abusivi;
  • l’arresto in flagranza differita per le manifestazioni di piazza.

Come era logico aspettarsi, queste misure hanno attirato critiche feroci a Minniti, da parte della sinistra, soprattutto quella antagonista ed estremista.

Ecco cosa scriveva l’osservatorio repressione:

Il ministro degli interni, inventandosi l’arresto in flagranza differita per le manifestazioni (forse Minniti è un amante degli ossimori?) salta a piè pari qualsiasi previsione costituzionale e codicistica, creando una figura ad hoc per colpire gli attivisti politici. Basta ormai che un agente della polizia politica dica “ho riconosciuto X” perché scatti l’arresto, annullando ogni garanzia giuridica e invertendo l’ordine logico che regola il diritto occidentale: indizio, indagine, prova, arresto. Il tutto in un contesto di uso già smodato delle misure cautelari contro i militanti politici in totale assenza di pericolo di fuga e inquinamento delle prove.

…Questa volta, per la prima volta in Italia, viene utilizzato lo strumento dell’arresto in flagranza differita ai danni (guarda caso) di chi stava contestando un vertice blindato. Un vertice che ha ignorato le istanze popolari, per poter raccontare poi ai media la favola del “va tutto bene”.

 

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About Author

Giovanni Battista Durante

Nato a Rossano il 9 febbraio 1967 Commissario Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria. Laureato in scienze giuridiche all'università di Bologna. Giornalista pubblicista, autore di pubblicazioni tecnico-giuridiche e professionali. Segretario Generale Aggiunto del Sappe e Consigliere Nazionale dell’Anppe.

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