Le carceri stanno scoppiando? Costruiamo nuove carceri …

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Secondo la teoria della politica manettara gialloverde, per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario bisogna costruire nuove carceri al fine di spalmare meglio sul territorio nazionale  tutti i detenuti in più a causa dei quali l’Italia non rispetta i parametri della CEDU dando la possibilità a tutti di fare ricorso e beccarsi un risarcimento in denaro o in giorni in meno da scontare.

Ma secondo voi si costruiranno carceri secondo visioni e progetti di avanguardia?
No, secondo il nostro ineffabile Ministro, si dovranno ristrutturare le caserme dismesse.
E se queste, come è logico, non rispondono alle esigenze di un carcere moderno?

Le caserme nascono per le esigenze dei militari che sono ben diverse dalle esigenze dei detenuti. Vi sono soprattutto  palazzine dove ospitare i soldati, delle grandi camerate; di solito con un grandissimo piazzale al centro dove fare esercitazioni, con cucine grandissime  e sala mensa e con logiche molto diverse da quelle penitenziarie. Pertanto bisognerebbe adeguarle.
Ma quanto costerebbe un adeguamento di una caserma?
Tanto vale progettarlo e costruirlo di sana pianta …

Il protocollo d’intesa con il Ministro della Difesa appare sempre più in linea con le politiche demagogiche, con le politiche dei proclami e degli annunci in TV ma, poi, nella sostanza difficilmente realizzabili rispetto ai fondi stanziati, poiché costosissime.

Ma poi, pensate davvero che il problema del sovraffollamento si risolva costruendo più carceri in un momento storico dove tutte le figure professionali penitenziarie sono in forte carenza di organico, prima di tutte la polizia penitenziaria?
Vorremmo ci spiegassero chi dovrebbe andare a farci servizio.

Con un governo sempre più sintonizzato sulle onde sonore della pancia degli italiani come si fa a parlare di amnistia o di indulti?
Come si fa a parlare di lavori socialmente utili e parallelamente sconti di pena per ogni mese di lavoro in favore della comunità?
Sarebbe bastato più impegno sul fronte dei rimpatri, sugli accordi bilaterali tra Stati facendo scontare la pena nel loro paese di provenienza (sono ben 17.000 i detenuti stranieri) anche pagando una retta allo Stato che li ospita (avremmo comunque risparmiato). (Leggi anche: I detenuti stranieri devono scontare la pena al paese loro )

Con altre politiche messe in campo non ci sarebbe la necessità di costruire più carceri; piuttosto le caserme dismesse sarebbero ideali per convertirle in scuole; camerate che diventano aule; palazzine che diventano foresterie per studenti; cucine e mense dove far mangiare gli studenti, grandi spazi dove esercitare l’educazione fisica.

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2 commenti

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    Se non si tagliano prima i rami secchi e improduttivi non può esserci possibilità che la pianta cresca. Per riuscire a costruire nuovi carceri bisogna prima chiudere gli istituti troppo piccoli, almeno quelli con capienza inferiore ai 50 posti regolamentari, ovviamente intendiamo le strutture che non hanno possibilità di ampliamento. Solo così possiamo recepire fondi utili. Quello che mi addolora più che stupirmi… è che non ci sarà seguito alle odierne intenzioni, rimanendo “fedelmente” allo status quo, parere mio.
    http://www.orsocurioso.com/Smile/La%20gara%20di%20canoa.htm

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