Correttivi al riordino: le carriere della Polizia Penitenziaria prima e dopo

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Il Consiglio dei Ministri, alla fine dello scorso mese settembre, ha approvato gli schemi di decreti legislativi correttivi del riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate. I decreti sono stati quindi inviati per il prescritto parere al Consiglio di Stato, alla Conferenza Unificata Stato Regioni e alle competenti Commissioni parlamentari.

Entro 90 giorni, acquisiti i pareri, dovrebbe arrivare l’approvazione definitiva della legge.

Le misure contenute nei decreti approvati dal Consiglio dei Ministri (così come lo erano state quelle del riordino vero e proprio) sono, in gran parte, aggiustamenti che interessano le amministrazioni piuttosto che la carriera del personale.

Infatti, nonostante l’obiettivo dichiarato fosse stato quello di migliorare le opportunità di progressione in carriera del personale, in un’ottica di valorizzazione della professionalità e del merito, le nuove norme introdotte rispondono soprattutto all’esigenza di incrementare la funzionalità organizzativa delle amministrazioni.

In buona sostanza, ed in estrema sintesi, questi sono i principali correttivi approvati dal Consiglio dei Ministri .

RUOLO DEGLI AGENTI –ASSISTENTI

  • Riduzione di due anni (da 8 a 6) del tempo di permanenza nella qualifica di assistente capo per l’attribuzione della denominazione di coordinatore;
  • Incremento dell’importo dell’assegno funzionale per gli appartenenti al ruolo agenti assistenti con 17 anni di servizio;
  • Semplificazione della procedura di accesso al ruolo dei sovrintendenti disponibili al 31 dicembre di ciascun anno, provvedendosi per il 70%, mediante selezione effettuata con scrutinio per merito comparativo e per il restante 30%, mediante concorso per titoli, riservato al personale del ruolo degli agenti e assistenti che abbia compiuto almeno quattro anni di effettivo servizio nel ruolo;
  • Corresponsione di assegni una tantum al personale che non beneficia di riduzioni o anticipazioni di carriera;
  • Aumento della pianta organica di circa 620 unità.

RUOLO DEI SOVRINTENDENTI

  • Riduzione di due anni (da 8 a 6) del tempo di permanenza nella qualifica di sovrintendente capo per l’attribuzione della denominazione di coordinatore;
  • Ampiamento delle mansioni esecutive che diventano più complesse e qualificate;
  • Incremento soprannumerario transitorio di 1300 unità complessive in 4 anni, riassorbibili entro il 2028, per favorire l’accesso a questo ruolo da parte del personale agenti-assistenti;
  • Attribuzione di un assegno una tantum ai sovrintendenti capo con 10 anni di servizio prima del riordino;
  • Corresponsione di assegni una tantum al personale che non beneficia di riduzioni o anticipazioni di carriera;

RUOLO DEGLI ISPETTORI

  • Riduzione di un anno del tempo di permanenza minima nella qualifica di ispettore (da 7 a 6) e di ispettore capo (da 9 a 8);
  • Armonizzazione del complessivo percorso di carriera (da 30 a 28 anni), con anticipazioni nel raggiungimento delle qualifiche per il personale che non beneficia direttamente delle riduzioni indicate al punto precedente;
  • Corresponsione di assegni una tantum al personale che non beneficia di riduzioni o anticipazioni di carriera;

RUOLO DEI FUNZIONARI E DIRIGENTI

  • Estensione al personale dirigente degli istituti contrattuali di carattere non economico;
  • Possibilità di transito nei ruoli civili per invalidità al personale cd. dirigenzializzato;
  • Inserimento della carriera dei funzionari tra i ruoli del Corpo di Polizia Penitenziaria;
  • Partecipazione dei funzionari del Corpo in qualità di componenti nelle Commissioni;
  • Previsione che il Comandante del Reparto infligga la sanzione della censura;
  • Competenza del Comandante di Reparto per l’assegnazione, la consegna e l’impiego dell’armamento, individuale e di reparto;
  • Istituzione della Direzione Generale delle specialità del Corpo di Polizia Penitenziaria e della Direzione Generale dei servizi logistici e tecnici del Corpo di Polizia Penitenziaria;
  • Ridefinizione degli incarichi attribuiti ai funzionari del Corpo in relazione alle qualifiche rivestite;
  • Modifica delle denominazioni con l’introduzione delle nuove qualifiche di Intendente aggiunto e Intendente al posto di Commissario Coordinatore e Commissario Coordinatore Superiore;
  • Attribuzione all’incarico di comando di reparto del valore di titolo preferenziale negli avanzamenti;
  • Introduzione dei limiti, minimi e massimi, di permanenza nel medesimo incarico di Comando di Reparto o di Nucleo Traduzioni e Piantonamenti;
  • La competenza sulle questioni concernenti lo stato giuridico e la progressione in carriera dei funzionari del Corpo passa dal Consiglio di Amministrazione ad altra commissione;
  • Modifica dell’organico con introduzione di 2 dirigenti generali e l’aumento di 12 dirigenti superiori e di 52 primi dirigenti;

Per quanto riguarda, poi, il CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA PIÙ IN GENERALE, sono state introdotte le seguenti modifiche ordinamentali.

  • Ampiamento dei compiti istituzionali del Corpo di Polizia Penitenziaria;
  • Possibilità di espletare il servizio di ordine e sicurezza anche delle strutture del Ministero della Giustizia, di collaborare con la Magistratura di sorveglianza, operando presso ogni Tribunale e Ufficio di sorveglianza;
  • Possibilità di impiego anche in attività amministrative, purché direttamente connesse ai compiti istituzionali;
  • Rimodulazione del rapporto di subordinazione del personale del Reparto di Polizia penitenziaria nei confronti del Direttore dell’istituto penitenziario che diventa funzionale, quando il Comandante del Reparto riveste la qualifica di primo dirigente;
  • Introduzione delle prove di efficienza fisica nei concorsi esterni per l’accesso a tutti i Ruoli del Corpo;
  • Possibilità per chi frequenta un corso di Formazione per l’accesso ai ruoli del Corpo, di essere ammesso al primo corso successivo in caso di assenze dovute a gravi infermità;
  • Modifica della disciplina relativa alle modalità di comunicazione delle condizioni di salute;
  • Previsione che il giudizio di non idoneità espresso in sede di accertamento dei requisiti attitudinali sia definitivo;
  • Previsione che i tatuaggi siano causa di esclusione dal concorso se visibili con l’uniforme e se risultino deturpanti o indice di disturbo psichico o, comunque, non conformi al decoro delle funzioni;
  • Possibilità per le candidate ai concorsi in stato di gravidanza di essere ammesse, a domanda, al concorso successivo, per una sola volta, in deroga ai limiti di età;
  • Previsione di un nuovo Regolamento di Servizio del Corpo di Polizia Penitenziaria;
  • rifinanziamento della misura di defiscalizzazione già prevista dal riordino in favore del personale con reddito da lavoro dipendente non superiore a 28.000 euro.

A nostro parere, sia il riordino principale che questi correttivi non hanno risposto adeguatamente alle esigenze di migliorare i percorsi di progressione in carriera del personale delle forze di polizia.

Sarebbe stato opportuno accorciare ulteriormente l’anzianità necessaria agli assistenti capo e ai sovrintendenti capo per acquisire la denominazione di coordinatore (max 5 anni).

Sarebbe stato necessario incrementare ulteriormente, almeno nella fase transitoria, l’organico dei sovrintendenti per agevolare il più possibile il percorso di carriera degli agenti e assistenti e, allo stesso modo, incrementare ulteriormente l’organico degli ispettori per agevolare il più possibile il percorso di carriera dei sovrintendenti.

Per quanto riguarda il ruolo degli ispettori, abbiamo riscontrato addirittura un allungamento del percorso di carriera, conseguente all’aggiunta di una nuova qualifica, con ben trenta anni necessari a raggiungere l’apice del ruolo. In pratica, conoscendo le lungaggini del dipartimento nelle procedure concorsuali, è facile prevedere che la maggior parte degli ispettori non arriverà mai a diventare sostituto commissario coordinatore.

Per questa ragione, sarebbe stato opportuno consentire agli ispettori superiori che già rivestivano tale qualifica prima del riordino delle carriere, di transitare nella nuova qualifica apicale, dove erano collocati nello stesso ruolo prima di essere, di fatto, retrocessi. Così come, doveva essere riconosciuta l’anzianità pregressa (oltre i 9 anni) agli ex Ispettori Capo nominati Ispettori Superiori con decorrenza primo gennaio 2017 ai fini della promozione al grado superiore di Sostituto Commissario.

Allo stesso tempo, era assolutamente indispensabile aumentare i posti del concorso da commissario del ruolo ad esaurimento anche per ristabilire una giusta proporzione con le omologhe qualifiche della Polizia di Stato.

Per quanto riguarda, infine, le procedure per tutti i concorsi interni per titoli avremmo visto di buon occhio una rivalutazione del servizio prestato all’interno delle carceri o, comunque, a contatto con i detenuti, così come delle funzioni di comandante di reparto e/o di responsabile di unità operative, tanto da bilanciare (se non sopravanzare) il solo possesso di un titolo di studio per l’avanzamento in carriera.

 

 

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Giovanni Battista De Blasis

Nato a Roma il 26 agosto 1958 già Sostituto Commissario Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria. Laureato in giurisprudenza, un master in scienze criminologiche ed uno in scienze penitenziarie e dell’esecuzione penale. Giornalista pubblicista. Autore di pubblicazioni tecnico-giuridiche, professionali, saggistiche e satiriche. Avvocato praticante. Manager per i servizi di mediazione. Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Vice Presidente e Direttore del Comitato Scientifico dell’Accademia Europea Studi Penitenziari. Segretario Generale Aggiunto del Sappe e Vice Presidente Vicario dell’Anppe.

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