Le “sconclusionate invettive” e i tuttologi del web

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Qualche giorno fa, ho pubblicato un articolo dal titolo “Bonafede come Vujadin Boskov?”.

Un lettore (?), che si firma con un originalissimo “Tony”, ha inviato un commento al vetriolo, cazziandomi sonoramente per quanto avevo scritto.

Premesso che la rivista del Sappe, ormai da anni, pubblica i miei articoli e che essi rappresentano il mio pensiero, il pensiero di uno che lavora in prima linea, e non la linea politica del sindacato, mi preme però rispondere ad uno dei tanti tuttologi che ci sono in giro per il web e che sanno argomentare di tutti e su tutto, strumentalizzando volutamente il contenuto di articoli come quello del Ministro Bonafede paragonato ironicamente all’indimenticato allenatore di calcio Vujadin Boskov.

È chiaro che l’ironia con la quale esprimo i miei pensieri o meglio “le sconclusionate invettive” così definite dal tuttologo è difficile da comprendere, perché se io dico: “ci vogliono i pompieri per spegnere quell’incendio” oppure “se non sai nuotare indossa il salvagente”, non passerò alla storia come un filosofo ma mi ricorderanno con un risolino di compassione gli amici al bar per le mie frasi famose declamate dopo un paio di bicchieri di birra.

È altrettanto chiaro che se per combattere il sovraffollamento carcerario, qualcuno, ovvero il Ministro della Giustizia, afferma che bisogna costruire nuove carceri, non verrà certo ricordato (tra qualche anno quando scomparirà nell’oblio) come uno scienziato o come un grande statista, perché la soluzione è talmente ovvia che poteva essere formulata anche da mio figlio che frequenta la 5^ elementare.

A questa frase ho accostato ironicamente l’ovvietà del: “rigore è quando arbitro fischia!” È ovvio.

Quello che invece non è normale in un Paese che si scopre popolato da odiatori di professione, tuttologi arrabbiati, dal processo cognitivo lento, è il definire provvedimenti come l’amnistia o l’indulto come “incentivi a delinquere”.
Dal 1946 a oggi, “i provvedimenti di clemenza generale” (come furono definiti dai nostri padri costituenti che se potessero vedere oggi un Ministro dell’Interno che balla in costume sulle note dell’Inno d’Italia, vomiterebbero …) sono stati ventuno. Solo nell’ultimo (Legge n.241/2006) ne beneficiarono  circa 17.000 detenuti, numero che oggi, in mancanza di serie politiche carcerarie, farebbe rientrare immediatamente nei parametri stabiliti dalla CEDU il Paese Italia e basterebbe da solo ad azzerare il sovraffollamento e ridare dignità alla detenzione di chi resta in carcere, e migliori condizioni lavorative anche a chi come il tuttologo difensore d’ufficio del Ministro forse lavora in carcere o forse non ci lavora e parla di carcere solo per sentito dire.

Tali provvedimenti dimostrano la maturità di un popolo e la capacità dello Stato di perdonare e non “a incentivare le persone a delinquere”

Ma questi sono discorsi che oggi, con questo Governo e con questa massa di giustizialisti, politici ed elettori, non si possono nemmeno proporre;  sempre pronti ad agitare le manette, se ne fregano delle vere condizioni di vita all’interno delle carceri preferendo fare discorsi da bar o pubblicare immagini e video di altri carceri in giro per il mondo, biasimando il sistema carcerario italiano, da taluni definito blando, ma dimenticando ciò che è scolpito nell’art. 27 della Costituzione.

Infine, credo che il nostro Ministro non abbia bisogno di difensori tuttologi d’ufficio perché pare che sia un avvocato e quindi si dovrebbe difendere da sé.

Quindi, per concludere, una riflessione ironica sulle frasi del Ministro (che in fondo ha anche una faccia simpatica) non può essere scambiata per una invettiva che significa, invece: discorso aggressivo e violento per lo più di accuse e di acerbo rimprovero. Definizione che invece può andare bene per alcuni esponenti del Governo attuale che delle invettive hanno fatto un vero e proprio cavallo di battaglia.

Questo l’articolo incriminato:

Bonafede come Vujadin Boskov?

E questo il commento ricevuto:

Qualche precisazione in merito a quanto riportato nel pezzo credo vada fatta. In primis ritengo che l’amnistia o, peggio ancora, l’indulto siano degli incentivi a delinquere e rappresentino la resa dello Stato; pertanto da cittadino e, maggiormente, da poliziotto penitenziario non posso che esserne fermamente contrario. Anzi mi chiedo come simili scellerati provvedimenti possano essere invocati da un sindacato di categoria. In merito ai 600000 rimpatri, essi furono promessi in campagna elettorale da Selfini, quello che fu accolto come il Messia non appena indossò impunemente quanto ignobilmente il nostro maglioncino (stendiamo un velo pietoso sull’accoglienza che gli fu riservata dai soliti noti in giacca e cravatta – giammai in uniforme – a favore di telecamera). Ma andiamo avanti: i trattati bilaterali sono difficilissimi da portare a termine, anche perché nessuno stato vuole sul proprio territorio i malviventi. Forse, l’unico modo per superare tale problematica sarebbe scucire ingentissimi e costanti finanziamenti in favore dei paesi di destinazione, cosa particolarmente difficile stante la grave crisi economica che affligge da oltre un decennio la nostra nazione (ne avete sentito parlare?). Ultima considerazione: con il ministro Bonafede stiamo assistendo – finalmente – a nuove assunzioni (seppure non sufficienti), all’acquisto di nuovi mezzi e, vedasi l’ultima festa del Corpo nonché l’istituzione dei nuclei presso la DNA e la proposta di inserirci nelle Procure come aliquote di P.G., al tentativo di valorizzare la Polizia Penitenziaria. Quindi direi, caro Nuvola Rossa, di riservare ad altri – più meritevoli – le sue sconclusionate invettive. P.S. Boskov nel suo settore é stato un vincente e il suo modo di esprimersi denotava un’ironia e una sagacia fuori dal comune; avvicinare il suo nome per tentare di mettere alla berlina altri é un’operazione quanto meno infelice

Tony

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4 commenti

  1. Avatar

    Caro Nuvola Rossa, mi spiace ma stavolta il collega (e sono sicuro sia un collega!..) Tony ha ragione, sia come operatore che, ancor più, come cittadino. Dare del “tuttologo” e fornire vuote risposte piccate a chi, in toni più che civili, dissente dal tuo modo di scrivere non è sintomo di grande capacità dialettica, quella che tu invece pensi di rappresentare, che dici? Sicuramente quelli in carica non saranno i migliori Parlamento e Governo possibili, ma è vero che almeno stanno cercando di fare qualcosa. Al contrario, i provvedimenti di deflazione che tu tanto difendi solo perchè costituzionalmente previsti non sono mai stati percepiti come una risposta seria da parte dello Stato, bensì, da sempre, come una misura emergenziale che sa molto di resa, proprio come quei condoni fiscali e/o edilizi che alla lunga hanno generato quel comune senso di impunità, contribuendo all’implementazione e non alla riduzione dell’evasione e dell’abusivismo..Questo non ti fa pensare?

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    Sarebbe stato bello se il sig. ‘Nuvola Rossa’ anziché attaccarmi utilizzando etichette e nomignoli tanto in voga, avesse speso il suo tempo per confutare punto per punto – come io ho fatto con il suo articolo – quanto ho affermato nel mio commento. L’unica sua preoccupazione in termini ideologici sembra sia la strenua difesa di un eventuale provvedimento di ‘clemenza generale’ la cui adozione sarebbe, a dire di ‘Nuvola Rossa, la panacea di tutti i problemi che attanagliano le nostre carceri. Tesi francamente difficile da sostenere considerato che dal 1946 al 2006 (anno dell’ultimo indulto) ne sono stati emanati ben 21 (fate voi la media……da inorridire) e, nonostante ciò, siamo qui a discutere delle enormi difficoltà gestionali e di sicurezza negli istituti penitenziari italiani sempre alle prese con il sovraffollamento. Tra l’altro credo che l’amnistia e l’indulto non c’entrino assolutamente nulla con l’art.27 della costituzione, anzi ne rappresentino l’antitesi giacché la loro applicazione non contempla in premessa alcun percorso rieducativo che, anzi, sarebbe interrotto e quindi vanificato dalla improvvisa scarcerazione del reo. Un’ultima precisazione: se si vuole rispetto (il mio nei confronti del sig. ‘Nuvola Rossa’ non è certo mancato), rispetto si deve dare. Io indosso l’uniforme della Polizia Penitenziaria (prima degli Agenti di Custodia) dal 1988, ho sempre prestato servizio all’interno degli II.PP. e quello che asserisco é solo frutto del mio pensiero, mai eterodiretto. Non pretendo di essere il depositario della sapienza né mi sento il difensore del Ministro Bonafede (di cui non condivido alcune posizioni), ma leggere una sequela di gravi responsabilità attribuite gratuitamente al guardasigilli mi ha indotto a scrivere delle precisazioni a cui l’odierno articolo non ha saputo (o potuto) controbattere se non in forma residuale utilizzando nientemeno che il vocabolario (!). Per fortuna scripta manent e chiunque potrà farsi un’idea rileggendo quanto pubblicato.

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    Storie di polizia penitenziaria on

    Caro Nuvola Rossa, non bisogna perdere tempo con questi chiacchieroni come il signor Tony, non meritano neppure una mezza considerazione. Noi di Storie di polizia penitenziaria pubblichiamo regolarmente i tuoi interventi su nostri social e portale web. Perchè li riteniamo ironici, mirati e soprattutto veritieri. I cento, mille, i milioni di imbecilli come il soggetto di cui stiamo parlando non possono che infastidirci, ma è l’attimo, il momento, poi si dimenticano con facilità, come si dimenticano con facilità le cretinerie sul web. Nostra massima solidarietà a te e al tuo sindacato.
    Storie di polizia penitenziaria

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    @Storie di polizia penitenziaria: premesso che non vivo di chiacchiere, ma del mio onesto lavoro di appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria (io – a differenza di voi – lo scrivo con le iniziali maiuscole anche e soprattutto per rispetto), intendo complimentarmi con voi per la profondità del vostro commento e, non ultimo, dal grande rispetto che dimostrate nei confronti di chi ‘osa’ dissentire. Sono onorato di tanta attenzione……ma in fondo siete e rimanente dei raccontatori di ‘storie’, altro – evidentemente – non siete in grado di fare

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