L’Italia comincia da Trapani

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Con tutto il rispetto possibile per il sindacato e sindacalisti della Polizia Penitenziaria mi sembra che da qualche tempo si fanno tante chiacchiere e poche proteste, a parte il solito Sappe di Donato Capece. Mi sembra che la Polizia Penitenziaria abbia perso il mordente e la rabbia che aveva agli inizi degli anni 90, quando si scendeva in piazza per protestare, e quando ci si autoconsegnava all’interno delle caserme per portare a conoscenza dell’opinione pubblica le pessime condizioni lavorative.
Ma a guardare il passato, oggi ci sembra perfino roseo.
Però una cosa pare sia cambiata: la voglia di protestare, di scendere in piazza, di astenerci dalla mensa, di fare i sit-in.
Sembra che i poliziotti penitenziari, nonostante le migliaia di aggressioni, nonostante il “casino” procurato dalle celle aperte e dalla vigilanza dinamica, nonostante i 4/5 posti di servizio a testa, nonostante le evasioni, nonostante le immediate epurazioni con sospensioni dal servizio, si siano quasi rassegnati, come dei malati terminali … svuotati di forze e di voglia di combattere.
Eppure c’è ancora qualcuno che dice NO.
E’ un piccolo rigurgito sindacale che viene dalla periferie.
I poliziotti penitenziari di Trapani dopo un lungo stato di agitazione, a causa di una carenza di organico fortissima, ma snobbata dal provveditore siciliano, da oggi si astengono dal consumare i pasti alla mensa.
Mi sembra di essere ritornato al passato.
Finalmente l’unione sindacale come ai vecchi tempi ed una protesta degna di questo nome a cui ne seguiranno altre di eclatanti … statene certi.
Il più grande uomo politico trapanese, l’Onorevole Nunzio Nasi, grande nemico di Giolitti (e per questo motivo pagò anche con la prigione) durante una schermaglia dialettica, scaturita in occasione delle manifestazioni antiaustriache del 1903, gridò alla Camera al suo eterno rivale: si ricordi signor Ministro, che l’Italia comincia da Trapani!
Ho voluto ricordare questa frase per spronare i colleghi di tutta Italia a protestare, a prendere spunto dalla protesta trapanese ed insorgere contro questo malgoverno.
Protestare in tutta Italia, astenersi dalla mensa, proclamare lo stato di agitazione.
Da una scintilla, da dove comincia l’Italia, propagare il fuoco della protesta per gridare al mondo che la Polizia Penitenziaria non ci sta!!!!

 

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