<

L’ultimo dei sindacalisti

0
Share.

[Facebook]

Era un ignorante. Non aveva studiato. Era stato bocciato tre volte al concorso per Brigadiere delle Regie Guardie Carcerarie e per questo covava rancore contro i graduati.
Lui che era rimasto solo una regia guardia carceraria (neanche tanto scelta) aveva un’arma in mano: la Corporazione e la usava per fare del male gratuito a tutti i superiori e, soprattutto, al Commissario Ultimo.
Lo invidiava. Invidiava la carriera del Commissario. Invidiava il suo portamento, la sua autorevolezza , il suo stipendio; invidiava persino il suo cane di razza, un Jack Russell dal carattere molto vivace, amato e coccolato dai suoi stessi colleghi e che lui quando vedeva correre nel piazzale cercava di assestargli, se non visto, qualche calcio sul muso (come se lo tirasse al Commissario).
Il Commissario Ultimo lesse con attenzione l’ennesima nota sindacale inviatagli dall’ultimo dei sindacalisti, ma non riuscì a comprenderla; si sforzò … la rilesse ancora per due volte. Non riusciva a collegare il soggetto con il predicato verbale; non capiva l’oggetto, non capiva ciò che voleva dire.
Una cosa però si capiva benissimo … il livore, il veleno riversato in quelle poche righe incomprensibili nei confronti del Commissario.
Ma d’altronde l’ultimo dei sindacalisti era un venditore di fumo, uno che con i soldi delle tessere ci pagava le rate del mutuo della casa; a suo modo un trascinatore di folle, quando si trattava di dare addosso al Comandante, di questo o di quell’Istituto, che erano sempre d’accordo, indipendentemente dalla bontà delle rivendicazioni … così, per il solo gusto di offendere o parlarne male.
Eppure l’amministrazione carceraria di Ipocrilandia teneva in grande considerazione anche l’ultimo dei sindacalisti. Pur di non farsi attaccare mediaticamente, il Vicerè a capo di tutte le carceri, il Visconte Bacchettini, non esitava a dare ragione al sindacalista, bastonando a destra e a manca direttori e commissari di quello strano Paese.
E così, il Commissario Ultimo dovette inghiottire l’ennesimo boccone amaro; quell’ignorante e arrogante di sindacalista era riuscito ancora una volta a farlo umiliare dalle alte sfere.
A nulla erano valse le sue giustificazioni, pur se giuste e legittime.
Era evidente che, anche se era l’ultimo dei sindacalisti, l’amministrazione lo doveva tenere buono; l’importante è che non scrivesse e parlasse male sulla stampa del Visconte Bacchettini, del suo vice Truffa, del Plenipotenziario Ministro Fofò Uomodipocafede e della politica manettara di quel governo che aveva fatto impennare il sovraffollamento delle prigioni di Ipocrilandia.
A nulla era valsa la sua laurea in giurisprudenza, a nulla erano valsi i tre concorsi per diventare Commissario, anche se ultimo.
Anche se il Sindacato veniva usato come un’ arma impropria, come vendetta contro una persona odiata, all’amministrazione carceraria di Ipocrilandia non gliene fregava nulla.
Il Commissario Ultimo appallottolò la nota sindacale: l’ultimo dei sindacalisti, il venditore di fumo, il grande sgrammaticato, maestro millantatore di amicizie altolocate, l’incompetente, aveva vinto un’altra piccola battaglia.
Aveva conquistato una piccola battaglia, ma la guerra era ancora lungi dall’essere vinta.
Stava per arrivare un autunno molto caldo …
Nonostante tutto e nonostante tutti, il Commissario Ultimo prese bene la mira e con un tiro da maestro, con la palla di carta, centrò in pieno il cestino dei rifiuti colmo per metà di note sindacali incomprensibili.
Un altro giorno era passato nel regno di Ipocrilandia …

About Author

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

WhatsApp Ricevi news su WhatsApp