Massimiliano Forgione, primo concorso in suo ricordo

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Un’anno dopo, un’anno fà… un’anno senza la Sua presenza, un’anno senza il caro Massimiliano Forgione.
Erano da poco trascorse le prime ore dell’alba di quell’infausto 21 dicembre di un 2017 oramai alle porte, allorquando il nostro fratello è passato dal mondo al Padre, al termine di un galoppante calvario culminato con la Sua morte.
Lo scorso anno, ebbi modo, nello spazio riservatomi dalla rivista, di ricordarne i suoi principali tratti caratteriali, forte del sostegno dei tanti che ammiravano in forma indiscussa il Suo modo di agire, di relazionarsi, essendo a pieno titolo l’amico di tutto e di tutti.
Per non disperdere il suo ricordo, in Emilia Romagna, luogo dove il compianto Max ha mosso i Suoi primi passi nell’alveo della nostra Amministrazione, la decisione di ricordarlo, indicendo la prima edizione di un concorso che, negli anni a seguire, interesserà diversi ambiti della vita sociale.
Infatti, la ratio di questa iniziativa, riflette a pieno titolo quello che era la vera figura di Massimiliano, una persona con cui potevi parlare di tutto (ma proprio di tutto) e con la consapevolezza che riusciva a tenere banco in ogni forma di confronto.
Ci sono dolori che non si possono né evitare né cancellare. Esistono. Possiamo solo affrontarli, e cercare di fare di tutto affinché non ci devastino. Ma talvolta ci vuole tanto tempo.
E non basta fare “come se” niente fosse successo perché la vita continui come prima.
Perché, spesso, niente può più essere come prima, e si deve pian piano riuscire ad organizzare la propria vita in modo diverso.
Come perdiamo una persona cara. Talvolta in maniera brusca. Talvolta in modo ingiusto e inaccettabile.
Quando una persona che amiamo se ne va via per sempre, è difficile imparare a vivere con quel vuoto profondo che si spalanca all’improvviso.
E non basta semplicemente voltare pagina. Non basta ripetersi che la vita continua e che non serve a nulla piangere. Non basta imporsi di non pensarci…
Quel vuoto è lì. Come una ferita profonda. Che pian piano cerchiamo di far cicatrizzare…
Anche se alcune ferite non si cicatrizzano mai completamente…
Non basta premere sul tasto “cancella” per cancellare veramente tutti i ricordi che ci legano alle persone care, per distaccarsi da chi non c’è più.
Elaborare la perdita è un’operazione psichica lunga e complessa.
Si tratta non solo di accettare la realtà, ma anche di riconoscere veramente ciò che si è perduto, compresa la promessa di tutto quello che si sarebbe potuto e voluto vivere con chi non c’è più.
Fare l’inventario di tutto quello che era stato investito, progettato, auspicato e sperato, e capire che non sarà più possibile realizzarlo.
Solo poi, si può tornare di nuovo alla vita, nonostante la sofferenza che resta quando si capisce una volta per tutte che i ricordi sono solo ricordi. Solo poi, si può amare di nuovo.
E ricominciare.
E riprendere a sorridere…
In vita, Massimiliano Forgione ha ricoperto diversi ed importanti incarichi portati a compimento con grande impegno e soddisfazione finale.
Un uomo dai grandi valori, che ha dedicato la Sua vita alla tutela dei principali valori umani, in primis quello della vera amicizia.
E proprio su questo tema, la prima edizione del premio intitolato al Suo ricordo, ha visto nel fido ed encomiabile Alessandro D’Aloiso il destinatario del riconoscimento, avendo rappresentato una vera e propria costola del nostro amato, in grado di seguirlo in ogni dunque.
Un vuoto, quello lasciato tra noi, che configura anche una sorta di forte scoramento e di arguta riflessione: in tale ottica, la constatazione dell’assenza palesata in questi mesi dall’Amministrazione Penitenziaria, alquanto restia nel porre le basi per consentire che il Suo ricordo venisse giustamente istituzionalizzato.
Non importa: lo abbiamo fatto noi, senza in alcun modo voler primeggiare dietro irriguardosa pubblicità sindacale, prova ne sia l’aver voluto evitare ad ogni costo l’esposizione di vessilli e bandiere.
Tutto questo perché proprio Max non avrebbe gradito diversamente.
E calorosa è stata la partecipazione dei tanti che hanno, nel corso degli anni emiliani, amato e stimato l’amico Forgione.
Amava aiutare i più deboli, si rendeva protagonista di importanti iniziative targate Amministrazione Penitenziaria. Un uomo ‘di organizzazione’ che non si è mai sottratto agli impegni e alle responsabilità.
Una persona affettuosa che amava circondarsi di giovani, che ora piangono la sua scomparsa.
Un esempio di integrità per tutti, un vero amico, un’unico dirigente che amava la sua Organizzazione e ne difendeva i principi ed i valori.
Con il Suo impegno costante, la Sua quotidiana dedizione e l’instancabile entusiasmo che profondeva verso i fini Istituzionali, il Suo apporto e sostegno così come la Sua tenacia, fanno del compianto Massimiliano una delle figure più significative del nostro pianeta lavorativo, ma, anche di quello sociale.
Lo spirito di sacrificio, la generosità, il coraggio, l’onestà, la saldezza dei principi erano l’essenza stessa della Sua esistenza e della Sua elevata professionalità.
Un vero esempio per chi, purtroppo, lascia troppo spesso il campo alle parole e non ai fatti, a chi si professa amico e amante dei valori umani per poi dissolverli in un nulla.
Un monito rivolto all’Amministrazione Penitenziaria: poniamo le basi affinché chi ha meritato di essere ricordato dopo essere passato dal mondo al Padre, lo possa divenire davvero e lasciamo cadere per sempre il classico motto che “l’Italia resta la patria degli ex”.

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