Medicina Penitenziaria, indignazione e preoccupazione

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In data odierna sulla rassegna stampa di Ristretti Orizzonti ho avuto modo di leggere un documento inviato dal Garante Regionale dei detenuti della Campania Samuele Ciambrello. Avverto indignazione e preoccupazione per la disinvoltura con cui vengono gestiti argomenti delicatissimi.
Samuele Ciambrello esprime tutta la sua soddisfazione per il raggiungimento di un importante obiettivo: “Realizzazione all’interno del carcere di Poggioreale di una postazione di dialisi, che consentirà ai ristretti che devono effettuare trattamenti dialitici di poterli praticare in loco.” Inorridisco. Ma Samuele Ciambrello si rende conto di quello che dice? E’ consapevole di cosa sta parlando? E’ al corrente della gestione tecnica di un rene artificiale che comporta allacciare una persona alla dialisi almeno tre volte la settimana per un congruo numero di ore? Allacciare un detenuto al rene artificiale in carcere vuol dire realizzare una tortura nella tortura.
Piuttosto un detenuto che ha bisogno del rene artificiale ha il sacro e santo diritto ad acquisire un beneficio di legge per curarsi dove ritiene più opportuno. Ricordo che circa 20 anni fa venni convocato in qualità di Dirigente Sanitario della Casa Circondariale di PISA presso l’Ufficio Detenuti del DAP e mi venne proposto l’installazione del rene artificiale e del polmone d’acciaio nel Centro Clinico “ Giuseppe Furci” di Pisa. Mi rifiutai con tutte le forze sostenendo che quando i detenuti sono arrivati al rene artificiale e al polmone d’acciaio, hanno diritto ad essere ammessi  immediatamente al regime di libertà, perchè in definitiva trattasi di malattia particolarmente grave per effetto della quale le condizioni di salute risultano assolutamente incompatibili con lo stato di detenzione e comunque tali da non consentire adeguate cure in carcere.
Tutto questo in base al principio di tutela della salute , ma anche in base a principi di umanità e di rispetto della dignità della persona che la nostra Carta Costituzionale sancisce con molta autorevolezza.

Prof. Francesco Ceraudo
Già Presidente dell’Associazione Nazionale dei Medici
Penitenziari.

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