Non ci potevamo chiamare Questore perché non avevamo la Questura. Ora ci chiamiamo Intendente senza avere l’Intendenza

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Era il 1999.

A via Arenula c’era uno dei Ministri della Giustizia più autorevoli dai tempi di Togliatti.

E non solo … nonostante l’estrazione politica, era anche uno dei Ministri che è stato più vicino alla Polizia Penitenziaria.

Sul tavolo del Governo c’era il disegno di legge relativo alla istituzione del ruolo direttivo della Polizia Penitenziaria.

Dal DAP si erano alzate le barricate dei dirigenti penitenziari.

Dal Ministero dell’Interno altre barricate contro la denominazione di Vice Questore.

Nemmeno Oliviero Diliberto riuscì a superare quelle barricate.

Non potevamo usare la denominazione “Questore” perché non avevamo le “Questure” (ma ci potevamo chiamare “Commissario” senza avere i commissariati).

E così fu … con il decreto legislativo 146 ci appellarono “Commissario Coordinatore”.

Oggi, a distanza di vent’anni, c’è stato un nuovo tentativo. … la legge Madia indicava la equiordinazione delle carriere.

Niente da fare … solite barricate, solita motivazione.

Eppure stavolta c’era anche una necessità ordinamentale: con il riordino delle carriere le qualifiche di “Commissario Coordinatore” e “Commissario Coordinatore Superiore” hanno acquisito la dirigenza e non possono più chiamarsi “commissario”, ruolo evidentemente direttivo.

E allora, ecco che dal cilindro dei prestigiatori del Dap esce la denominazione di “Intendente”, senza che nessuno si sia posto il problema che non abbiamo l’Intendenza.

A questo punto avremmo potuto proporre qualsiasi denominazione: Caporalmaggiore, Contrammiraglio, Feldmaresciallo, Sottocapo, Ispettore Generale, Nostromo …

Dal vocabolario Treccani:

intendènte s. m. [dal fr. intendant, der. del lat. intendĕre «attendere a qualche cosa, curare», sul modello del lat. mediev. superintendens «sovrintendente»]. – In senso generico, chi è preposto all’amministrazione di beni, o è incaricato della direzione di servizî pubblici, soprattutto amministrativi. Con sign. particolari: 1. I. di finanza, funzionario dell’amministrazione delle finanze preposto a un’intendenza di finanza (v. intendenza2). 2. Nell’esercito, il capo di una intendenza militare; è di norma un ufficiale di stato maggiore, ufficiale generale (come l’i. generale dell’esercito, e gli i. di scacchiere), o colonnello (come talvolta l’i. di armata). 3. Nell’antico linguaggio marin., il direttore di un porto, di un arsenale, e poi anche ogni ufficiale di amministrazione (oggi commissario) di marina. 4. In Francia, titolo (fr. intendants) di funzionarî regi dislocati nelle province con compiti giudiziarî, amministrativi e finanziarî, di grande importanza soprattutto al tempo di Luigi XIV (1638-1715). 5. Nel Regno delle Due Sicilie, titolo del funzionario (sostituito dal prefetto dopo l’unità d’Italia) posto a capo delle circoscrizioni amministrative provinciali istituite nel 1816 dal governo borbonico in adozione del sistema di accentramento amministrativo introdotto durante l’Impero napoleonico. Prima della costituzione del Regno d’Italia, fu titolo in uso anche in altre province, corrispondente a quello successivo di prefetto. 6. Amministratore di beni di una famiglia reale, principesca o nobile in genere.

Secondo Wikipedia

Sotto l’Ancien Régime, gli intendants (lett. Intendenti) erano personaggi di importanza fondamentale per l’amministrazione delle antiche province reali francesi.

La parola «intendant» appare verso l’anno 1620. La loro denominazione ufficiale è: «intendant de justice, police et finances». Il loro incarico è sempre temporaneo e consiste soprattutto nell’ispezione. L’articolo 54 del Code Michau precisa le loro funzioni: “informare di tutti i crimini, abusi e malversazioni commesse dai nostri pubblici ufficiali e altre cose concernenti il nostro servizio e il sollievo del nostro popolo”.

Con l’entrata in guerra della Francia nel 1635 (Guerra dei Trent’anni), gli “Intendants” diventano permanenti. Da ispettori diventeranno amministratori. Durante la Fronda, nel 1648, i parlamentari parigini chiedono ed ottengono la soppressione degli Intendants. Il cardinale Mazzarino e la reggente Anna d’Austria cedono (salvo nelle provincie allora di frontiera fortemente minacciate dagli Spagnoli e dagli Imperiali). Dopo la fine della Fronda gli “intendants” sono reinsediati dappertutto. Dopo il 1680, gli “Intendants” hanno una sede fissa, una Généralité. Il loro titolo diventa “intendenti di giustizia, polizia e finanza, commissari distribuiti nelle generalità del regno per l’esecuzione degli ordini del Re.”

 

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About Author

Giovanni Battista De Blasis

Nato a Roma il 26 agosto 1958 già Sostituto Commissario Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria. Laureato in giurisprudenza, un master in scienze criminologiche ed uno in scienze penitenziarie e dell’esecuzione penale. Giornalista pubblicista. Autore di pubblicazioni tecnico-giuridiche, professionali, saggistiche e satiriche. Avvocato praticante. Manager per i servizi di mediazione. Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Vice Presidente e Direttore del Comitato Scientifico dell’Accademia Europea Studi Penitenziari. Segretario Generale Aggiunto del Sappe e Vice Presidente Vicario dell’Anppe.

1 commento

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    Carmelo Guadagno Maria on

    Esiste ancorsa la madia o la Madia denunciatela x offesa al Corpo di Polizia Penitenziaria che con uno stipendia da fame ci tocca pagare pure Lei che se la fa con l’altro furbo di toscano . Fate qualcosa depennatela dall’albo se esiste della politica.Aiuto

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