Non si canta messa con la caserma dismessa

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Scusatemi ma sono davvero inorridito.
No … non si può sentire un Ministro della Giustizia che per combattere il sovraffollamento dilagante propone di ristrutturare caserme dismesse.
No … davvero, verrebbe la voglia di gridare: Fermatelo!
O, se la vogliamo mettere sul misticismo, verrebbe voglia di guardare in cielo e urlare: Padre! perdonalo perché non sa quello che dice.
Capisco che in termini elettorali la politica manettara del “tutti dentro” ripaga, ma come operatore di Polizia Penitenziaria non la posso giustificare.
Le carceri, grazie anche e soprattutto ai precedenti governi ultra garantisti, alla mai digerita Sentenza Torreggiani, alla fantasiosa sorveglianza dinamica, alla abolizione dei Manicomi Giudiziari (Grazie davvero dott. Marino!!) e grazie a un decennio di mancati arruolamenti, oggi somigliano a dei gironi infernali di Dantesca memoria.
In mezzo a questi gironi c’è la Polizia Penitenziaria … il front line del disagio.
Il logorio della vita moderna a cui nemmeno un Cynar potrebbe rimediare.
La Polizia Penitenziaria che contrasta il malaffare, impone il rispetto delle regole, subisce aggressioni, subisce umiliazioni, patisce turni massacranti talvolta all’interno di strutture che, seppur nuove, sono fatiscenti a causa della mancanza di fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria.
Con carenza di personale che in media sfiora il 30% delle piante organiche e con un’età anagrafica che, in talune carceri, supera abbondantemente il 50° anno di età.
E con 60.000 detenuti che faranno ricorso e vinceranno la causa e avranno un risarcimento economico … cosa devono sentire le nostre orecchie?
Che per combattere il sovraffollamento occorre ristrutturare vecchie caserme dismesse?
Ma è possibile che solo perché uno è Ministro può dire qualsiasi cosa gli passi per la testa? Possibile che non abbia un consigliere saggio che lo tiri per la giacchetta suggerendogli di stare zitto?
Al punto in cui siamo arrivati l’unica soluzione potrebbe essere quella di un’aministia o di un indulto che possa buttare fuori almeno 10.000 detenuti … ma questo non è nel contratto di Governo e farebbe arrabbiare l’altro Ministro tuttologo dell’Interno e quindi non è una strada percorribile.
Anziché fare propaganda, dicendo che bisogna far scontare la galera agli stranieri nel loro Paese, è necessario esser più concreti. Per i 17.000 detenuti extracomunitari bisognerebbe far subito seri accordi bilaterali dando soldi a quei paesi che si accollano “i pacchi” in maniera da risparmiare sui costi e sui risarcimenti per il mancato rispetto dei parametri vitali stabiliti dalla Torreggiani.
E, invece, si continua a fare propaganda sulla pelle della Polizia Penitenziaria … e appena si indossa una giacca dell’uniforme, tutti lì a fare gli applausi e a lodare un Ministro che, invece, andrebbe consigliato e indirizzato su scelte concrete.

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