I Nuclei Traduzione e Piantonamenti diventeranno sede di trasferimento?

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Il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti del Corpo di Polizia Penitenziaria svolge, ogni giorno, molteplici servizi istituzionali che, nel corso degli anni, sono notevolmente aumentati a fronte, invece, di un personale sempre carente e sovente caratterizzato da uno scarso ricambio generazionale.

Eppure, proprio questo “ricambio” sarebbe quanto di più essenziale al fine di assicurare le prerogative di specie di un servizio come tale, particolarmente attivo. Frequente è l’operatività che contraddistingue i Nuclei Traduzioni e Piantonamenti dove, quotidianamente, a fare da sfondo è la “realtà esterna al di fuori delle mura del carcere”.

A tal proposito siamo tutti ben consapevoli come già il contesto penitenziario risulta essere un ambiente lavorativo piuttosto delicato, ben ovvio, diventa ancor più preziosa l’attenzione che deve essere prestata nel momento in cui di fatto “il carcere si sposta su strada” e, oltre alla complessità del lavoro stesso, si aggiungono “le variabili proprie del contesto esterno”.

Basta scambiare due parole con il poliziotto che presta regolare servizio presso tale delicata articolazione e rendersi conto dove, immediatamente, “tempo e distanza” si azzerano in una frazione di secondo. Svegliarsi la mattina all’alba ed essere già operativi; sapere quando si prende servizio e non avere alcuna certezza della sua fine, soprattutto quando si è in traduzione. Ipotizzare i possibili eventi ma non avere contezza di quali possano essere. Raggiungere il carcere più a nord o più a sud e poi, magari, ritrovarsi la mattina seguente di nuovo sul posto di servizio. La stanchezza  sicuramente c’è, ma una cosa è ben certa: le Donne e gli Uomini che prestano il proprio Dovere presso i Nuclei dislocati su tutto il territorio nazionale hanno la passione nel cuore per il servizio che svolgono e, nonostante la “fatica” pur comprensibile che sia, sono ben consapevoli della mission importante che portano avanti.

Quotidianamente le Donne e gli Uomini impiegati presso i diversi Nuclei, collocati su tutto territorio nazionale, percorrono sui mezzi loro assegnati distanze piuttosto importanti e, talvolta, anche in strade impervie ove ben possono comprendersi le difficoltà che ne derivano.

Spiace che articolazioni importanti come i Nuclei non sempre risultino essere adeguati nei numeri, anzi probabilmente non lo sono quasi mai. E spiace ancor di più quando, sovente, per dare seguito ai servizi di tali articolazioni occorre obbligatoriamente attingere al personale di Polizia Penitenziaria, già di per sé precario, che viene ad essere principalmente impiegato presso l’istituto penitenziario più attiguo.

Chissà se prima o poi si potrebbe ipotizzare che il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti diventi una sede dove il personale di Polizia Penitenziaria possa essere di fatto “trasferito” e non più in “posizione di distacco temporaneo”, come invece oggi accade.

D’altronde, lavorare al Nucleo, richiede inevitabilmente delle competenze specifiche. Ecco perché il personale che viene ad essere colà impiegato deve ricevere necessariamente la “formazione” propria del settore dove “l’operatività e la prontezza di riflessi su strada e nel contesto esterno” meritano accorgimenti costanti.

Oggi, infatti, confonde l’idea quando esiste personale stabilmente impiegato presso i Nuclei Traduzioni e Piantonamenti, a seguito di specifico interpello, magari nel tempo formato per la specificità di impiego e poi ritrovare, al tempo stesso, il poliziotto assegnato all’istituto che per “esigenze di servizio e carenza di personale al Nucleo” si ritrova ad essere comandato in un servizio di scorta al Nucleo, pur di fatto non avendo alcuna esperienza specifica in tale settore!

Inoltre gli interpelli, presso i Nuclei Traduzioni e Piantonamenti, non risultano essere così frequenti e, magari, il poliziotto cui tanto vi aspira ad esservi assegnato stabilmente, di fatto, non sempre vi riesce o almeno non in tempi brevi.

Purtroppo, siamo tutti consci come il personale di Polizia Penitenziaria sia carente in tutte le articolazioni  eppure, tale problematica, deve rimanere sempre “sotto i riflettori” cosicché le Autorità competenti possano comunque adoperarsi per incrementare, nel tempo, le assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria.

Ben vengano, allora, le assunzioni ed i concorsi che si stanno svolgendo in questo ultimo periodo, con l’auspicio che sia soltanto l’inizio e che possano essere costanti nel tempo.

Chissà se per la realtà dei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti si arriverà, prima o poi, a completare una volta per tutte l’organico da assegnare e definire tali articolazioni come sede di trasferimento. Perché è inutile a dirsi ma se pur si è Poliziotti Penitenziari, ogni realtà si contraddistingue per specificità di settore e ciascuno merita la formazione e l’aggiornamento professionale propria del Ruolo che svolge, quotidianamente, al fine di migliorare soprattutto la qualità del servizio reso.

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