Palermo, trovati hashish e un telefonino dentro il carcere dell’Ucciardone.

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Il direttore del carcere, Rita Barbera, aveva deciso il regime aperto della sezione appena due mesi fa. 

L’ottava sezione del carcere Ucciardone era un fiore all’occhiello. Lì ci stanno i detenuti che frequentano la scuola, recitano al teatro e lavorano all’interno della casa circondariale. Un centinaio di carcerati modello per i quali il direttore del carcere, Rita Barbera, aveva deciso il regime aperto della sezione appena due mesi fa. Adesso in quella sezione è scoppiato un caso che in carcere viene definito “molto grave”. In un magazzino della sezione sono stati trovati 100 grammi di hashish già divisi in dosi e un micro-telefonino avvolto nel cellophane e nascosto dietro un congelatore.

Sezione a regime aperto significa che le celle dei detenuti dalle 8 alle 20 non sono chiuse, i detenuti si muovono liberamente in sezione e partecipano a diverse attività. Quella sezione adesso è stata chiusa, cioè è ritornata al regime ordinario. A deciderlo è stata la nuova direttrice, Giovanna Re, che ha assunto l’incarico il 1° aprile. Un segnale per i detenuti. Una relazione è stata inviata al Dap e una alla procura. Oltre all’indagine interna, non è escluso che possa partire presto anche quella della magistratura.

A scoprire quei due involucri sono stati i poliziotti penitenziari che, nonostante l’organigramma ridotto, si sono lanciati in un’indagine lampo che adesso punta a individuare a chi apparteneva quella roba e chi l’ha introdotta. Ciò che preoccupa è soprattutto l’hashish diviso in dosi, che vuol dire spaccio all’interno delle celle. I poliziotti hanno iniziato a notare un assiduo viavai dal magazzino dove c’è quel congelatore, che è a disposizione di chi vuol conservare surgelati oltre a quelli che ha nel frigo della cella.

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I sospetti si sono fatti sempre più forti, fino a quando i poliziotti hanno deciso di fare una perquisizione in quel magazzino. Ed è saltata fuori la sorpresa inaspettata. Al vaglio degli investigatori ci sono le immagini del sistema di videosorveglianza interno e esterno al carcere.

Fonte: palermo.repubblica.it

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