Parma, progetto Lavoro sereno per la Polizia Penitenziaria. Attivo da Dicembre

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A Parma attivo dal 1 Dicembre 2018 il Progetto “Lavoro Sereno” per la Polizia Penitenziaria

Il personale sereno al lavoro ne migliora la qualità. Questo è vero anche per il carcere: se chi ci lavora riesce ad avere la possibilità di un servizio per l’ascolto e l’analisi delle problematiche. Questa è una delle missioni all’origine della creazione nel 2016 dell’Associazione di Sostegno alla Polizia Penitenziaria e ai suoi problemi. In primis l’analisi e la cura della sindrome da burnout e degli eventi improvvisi traumatici nella Polizia Penitenziaria, un fenomeno che coinvolge chi, come gli agenti in servizio in carcere, ha a che fare tutti i giorni con conflittualità, sofferenza e tensione. 

“È una situazione che si può quasi definire fisiologica- la definisce il presidente Maiorisi, anch’esso appartenente al Corpo e presidente e socio fondatore dell’Associazione- e il disagio, il bisogno di ascolto del personale tutto, ha portato lo stesso e i soci fondatori ( tutti appartenenti alla Polizia Penitenziaria ). Il miglioramento delle condizioni psicologiche del personale che non trova nessun apporto dall’Amministrazione Peniteziaria, ha portato alla destinazione delle risorse del 5% mille delle donazioni a questo progetto, con la creazione di un centro di ascolto e di un percorso psicologico tramite convenzione con un studio psicoterapeuta. Partendo con un primo contatto telefonico, rivolto al personale del carcere, in special modo alla Polizia Penitenziaria e via via in base al caso, con il proseguimento tramite un percorso di recupero con il professionista, si cercherà di portare un po’ di benessere e serenità. Un progetto pilota che potrebbe tranquillamente diventare un modello da esportare al perosnale di tutte le carceri della nostra regione”. Troppi sono stati i casi suicidi nella Polizia Penitenziaria e troppe sono le difficoltà psicologiche silenti che si riscontrano nel personale, la carenza degli organici, le lunghe turnazioni, la lontanza da casa e il confronto e le problematiche con il contatto verso i bisogni della popolazione detenuta nello svolgimento del servizio. Il servizio sarà attivo in via sperimentale per tutto il 2019.

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Fonte: Parmatoday.it

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