Per Basentini la colpa è sempre degli altri … troppo facile fare il Capo Dap così!

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Puntuale come le tasse e la morte, è arrivata l’ennesima sospensione dal servizio di un poliziotto penitenziario disposta dal Capo Dap Francesco Basentini.
Per l’amor di Dio, stavolta ci poteva pure stare … considerata l’evidente stupidaggine commessa dal collega sotto l’occhio implacabile di una telecamera ma, un “comandante di uomini” con un po’ più di empatia e più vicino al “suo” personale, forse avrebbe ritenuto sufficiente un procedimento disciplinare.
Tutto sommato, non è successo nulla di irreparabile … e il detenuto fuggiasco non ha subito alcun danno.
Purtroppo, il video della sciagurata reazione del collega è diventato virale con una velocità impressionante ed ha innescato una serie infinita di polemiche irrefrenabili con innegabile disdoro per il Corpo e per l’Istituzione. E per uscire dal cono di luce dei riflettori mediatici la cosa più facile è quella di puntare il dito verso qualcun altro, reo di “un atteggiamento deplorevole”.
Francesco Basentini dimentica, però, di essere il Comandante del Corpo della Polizia Penitenziaria e che, oltre al potere disciplinare, ha anche il dovere di far fronte alle disastrose condizioni di lavoro, materiali e psicologiche, nelle quali si trova il “suo” personale, magari domandandosi chi, o che cosa, ha determinato “un atteggiamento deplorevole”.
Invece, in sette mesi di dirigenza dell’amministrazione penitenziaria, ha pensato bene di esercitare soltanto il potere disciplinare, alternandolo con richiami scritti e orali, spesso indirizzati erga omnes.
Nondimeno, nel frattempo, ci sono stati centinaia di eventi critici … rivolte, aggressioni, feriti (più o meno gravi) e nessun provvedimento precauzionale (per il personale) da parte del Capo Dap.
Eppure, noi per primi gli abbiamo rappresentato tutti i problemi che attanagliano la Polizia Penitenziaria:  dalla carenza dei capi di vestiario, al degrado degli automezzi; dalla fatiscenza delle caserme, alla iniquità della pretesa degli oneri per le utenze; dalla gravosità dei turni di servizio, all’impossibilità di godimento dei riposi settimanali; dalla carenza degli organici, all’allarmante innalzamento dell’età media del Corpo; dal preoccupante aumento delle malattie da stress lavoro-correlato, al drammatico fenomeno dei suicidi.
In buona sostanza, abbiamo spiegato molto bene a Basentini tutte le nostre preoccupazioni per il pericoloso stato di malessere che serpeggia tra le fila del Corpo.
Ma lui, evidentemente, è capace soltanto di sospendere dal servizio chi sbaglia. E diramare pompose e prolisse “Linee programmatiche” che, probabilmente, a suo parere devono poi realizzare gli altri.
Troppo facile, così, fare il Capo DAP …
Troppo facile rimproverare tutti a destra e a manca lasciando che il personale continui a lavorare nell’emergenza e nell’insicurezza.
Tra l’altro, visto che le sue parole sono tanto apprezzate da Patrizio Gonnella, presidente di Antigone e dal Garante nazionale delle persone detenute, mentre fanno davvero schifo ad ogni poliziotto penitenziario, sorge spontaneo un interrogativo: Ma da che parte sta?
E, comunque, di solito, quando le cose vanno così male è chi dirige la baracca che dovrebbe rassegnare le dimissioni …
… soprattutto quando prende più di 25000 (venticinquemila) euro al mese per farlo!

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1 commento

  1. Siamo alle solite. Purtroppo chi comanda è uno che viene dall’esterno, uno che la divisa non per come è costituita( bottoni,mostrine e….), no l’ha mai indossata. Il Corpo, inteso come tale, ha bisogno di un Capo che sappia realmente la storia dello stesso e degli Uomini che ogni giorno lasciamo le loro famiglie per recarsi a lavoro. Un lavoro di psicologia perché non sai la persona che ti trovi davanti come reagirà quel giorno ( per svariati motivi: processuali o non). Mentre il lavoro di chi dovrebbe tutelarci è fatto di scartoffie, oltre ai selfie e agli autisti e scorte che li accompagnano nei vari giri istituzionali. È facile incolpare e dare sentenze a destra e manca. Ma il Signor Basentini oltre ai suoi ( non ho aggettivi idonei per poterli definire compreso il garante) ha provato a chiamare a rapporto il poliziotto penitenziario incriminato per sentire dal vivo il suo modus operandi? O gli è bastato sentire altre persone per dare veloci conclusioni? Signor Basentini se tiene proprio alla suo status di Capo della Polizia Penitenziaria, si alzi dalla sua poltrona e scenda in mezzo al personale, per capirli, per conoscere da vicino il tipo di lavoro che fanno e con quali mezzi lo assolvono, faccia come facevano i nostri vecchi Ufficiali e come fanno gli attuali negli altri Corpi. Chi sbaglia è giusto che paghi, ma senza una giusta motivazione non si può dare una giusta punizione.

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