“Pestaggio inventato in carcere” Detenuti condannati per calunnia

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Sotto processo due marocchini reclusi al carcere Pagliarelli

Le botte che dissero di avere preso in carcere erano un’invenzione. E così due marocchini sono stati condannati per calunnia e oltraggio a pubblico ufficiale. La sentenza è del giudice monocratico Nicola Aiello che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Fabiola Furnari. Gli imputati erano Youssef Fahmi, 38 anni, e Hakim Oufrout, di 30. Il primo ha avuto due anni e mezzo. Il secondo, sei mesi.

Davanti al collegio di disciplina del carcere Pagliarelli Fahmi raccontò di essere stato picchiato da alcuni agenti della polizia penitenziaria. Il medico legale, però, ha escluso che avesse segni di percosse. Da qui l’accusa di calunnia: il pestaggio era stato inventato per evitare una sanzione disciplinare che avrebbe subito a seguito della segnalazione degli stessi agenti. Si erano rifiutati di fare la doccia.

L’oltraggio veniva contestato ad entrambi gli imputati che si sarebbero rivolti a muso duro contro un assistente capo, con frasi tutt’altro che tenere, offendendone onore e prestigio.

Fonte livesicilia.it

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