Piano di mobilità a domanda e prime assegnazioni dei neo agenti del 175° corso. La coperta è sempre corta

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Si è tenuto nella mattinata di ieri al Dipartimento Amministrazione Penitenziaria il programmato incontro relativo al piano di mobilità nazionale a domanda collegato alle assegnazioni del 175° Corso.

Il tavolo è stato presieduto inizialmente dal Capo DAP Francesco Basentini e poi dal Direttore Generale del Personale Massimo Parisi, coadiuvato dal Direttore Generale del Personale della Giustizia Minorile Vincenzo Starita.

Il dottor Parisi ha inizialmente sostenuto la proposta di distribuzione del personale negli istituti penitenziari presentata dall’amministrazione, specificando che la stessa è stata determinata con la collaborazione dei provveditori regionali. A suo dire, la proposta di incrementi in questione è la migliore possibile con le risorse a disposizione e dopo aver abbandonate le logiche legate agli automatismi legati al rapporto agenti/detenuti.

Allo stesso tempo, di concerto con la Giustizia Minorile è stato concordato un incremento di circa 40 unità per gli istituti penitenziari dei minori. Mentre, con i successivi piani di mobilità concomitanti alle prossime assegnazioni dei neo agenti del 176° e 177° corso si provvederà ad incrementare gli organici degli UEPE di circa 60 unità, in parte con i neo agenti e in parte con un interpello nazionale.

Preso atto di tutto ciò, il Sappe nel suo intervento ha lamentato, innanzitutto, la mancata condivisione dei criteri di distribuzione del personale con le organizzazioni sindacali nazionali e, in larghissima parte, anche con le organizzazioni sindacali territoriali.

Questa mancata condivisione ha fatto si che anche stavolta la ripartizione delle risorse umane non sarà aderente alle reali esigenze degli istituti, essendo venuta a mancare la voce del personale.

A tal riguardo, il Sappe ha segnalato alcune situazioni macroscopiche laddove a fronte di gravissime carenze di personale è stato previsto un incremento minimale, in alcuni casi addirittura irrilevante.

Nello specifico, si è inteso segnalare a titolo di esempio regioni come il Lazio, la Puglia, la Sicilia e l’Umbria, senza nulla togliere al resto delle regioni e degli istituti che condividono in linea di massima la stessa carenza di personale. Insomma, la coperta è corta, anzi cortissima, e di conseguenza tirandola da una parte si finisce inevitabilmente per scoprire l’altro lato.

La soluzione, ad avviso del Sappe, è e rimane quella di annullare i nefasti effetti della legge Madia, riportando l’organico del Corpo a 45000 unità e procedendo in tempi brevi ad un piano straordinario di assunzioni che ripianino una volta e per tutte la situazione di tutti gli istituti, uffici e servizi della Polizia Penitenziaria.

Al termine dell’incontro, il dottor Massimo Parisi ha dichiarato di aver preso atto delle osservazioni delle OO.SS. preannunciando alcune modifiche del piano originale, in particolare con l’incremento di personale per il provveditorato del Lazio. Per altro verso, si procederà ad una migliore distribuzione delle risorse (o, perlomeno, alcuni aggiustamenti) in alcuni altri provveditorati (Sicilia, Triveneto, Campania e Sardegna) fermo restando il numero complessivo previsto.

Fonte: Comunicato Sappe

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