Sindaco di Napoli nomina ex detenuto garante dei detenuti e lui dichiara: “… voglio parlare anche a nome della Polizia Penitenziaria”

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Il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, ex magistrato, ha nominato l’ex detenuto Pietro Ioia garante dei detenuti del Comune di Napoli.

Pietro Ioia, noto alle cronache anche come rappresentante dei parcheggiatori abusivi di Napoli, dice di se stesso in un’intervista rilasciata qualche anno fa al Corriere del Mezzogiorno:

«Un narcotrafficante internazionale di hashish e cocaina. Un uomo che ha sbagliato tanto e che ha scontato per intero le sue condanne: ventidue anni di carcere, sette dei quali trascorsi a Poggioreale. Non cerco giustificazioni: ho fatto errori e ho pagato. Sono nato alla Sanità e cresciuto a Forcella. Appena entrato nel “sistema” ottenni una piccola piazza di spaccio. Poi feci carriera e andavo a comprare coca direttamente in Colombia. Avevo denaro, donne. Anni di grandi follie prima dell’arresto».

Dopo la sua nomina, in un’altra intervista rilasciata a FANPAGE, ha dichiarato quali saranno i suoi obiettivi:

«Visitare le carceri, la prima cosa. Quello che mi mancava prima, quando ero solo un attivista, era visitare i detenuti reclusi, non solo quelli usciti dal carcere. Combattere il sovraffollamento e poter parlare anche per il corpo della Polizia Penitenziaria che è sotto organico».

Ecco le notizie di stampa apparse ieri sui quotidiani.

Pietro Ioia, con decreto sindacale del primo cittadino Luigi de Magistris, è il nuovo garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale per il Comune di Napoli. La nomina, ufficializzata questo pomeriggio, ha durata quinquennale, con la possibilità di essere rinnovato una sola volta. Ioia, ex detenuto nel carcere di Poggioreale per reati quali spaccio di stupefacenti, non percepirà alcun compenso per l’opera prestata così come specificato nel decreto sindacale. Il garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale, fu istituito con deliberazione del consiglio comunale lo scorso 25 giugno e si basa su un preciso regolamento.

Contattato da InterNapoli.it qualche minuto dopo la nomina, Pietro Ioia confessa di essere «davvero emozionato per questa nomina, sono ancora frastornato. Mi metterò subito a lavoro per svolgere al meglio il mio ruolo». Il nuovo garante dei diritti dei detenuti fissa subito gli obiettivi: «Prima di Natale è mia intenzione fare un’ispezione al carcere di Poggioreale, il primo che vorrò visitare e che ricordiamo è il carcere più affollato d’Italia con problemi mai risolti, Secondigliano, Nisida e Pozzuoli. Dopo tanti anni a combattere per i diritti dei detenuti, ora grazie alla fiducia in me riposta dal sindaco Luigi de Magistris potrò rendermi ancora più conto delle loro condizioni, spesso precarie. E se ci sarà la possibilità, passerò i giorni di Natale con chi è in carcere».

In passato promotore di manifestazioni dinanzi ai penitenziari napoletani per chiedere indulto e amnistia per i detenuti, Pietro Ioia, che ha raccontato l’inferno della cella zero di Poggioreale in un libro edito da Marotta e Cafiero, non ha cambiato idea sul tema. «Perché dovrei cambiarla? Le celle dei detenuti spesso sono sopraffollate e c’è bisogno di rendere le carceri più accoglienti facendo dei lavori. Ma per eseguirli c’è bisogno di svuotare le celle non solo dei mobili e delle suppellettili ma anche degli stessi ospiti. Per me, in certi casi, concedere amnistia o indulto è una cosa giusta».

Nell’articolo 5 del regolamento votato in consiglio comunale vengono specificate le funzioni del garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale. Tra queste come “promuovere a favore delle persone private della libertà personale, domiciliate, residenti o dimoranti nel territorio del Comune di Napoli, compatibilmente con la condizione di restrizione, l’esercizio dei diritti, la partecipazione alla vita civile e la fruizione dei servizi comunali, con particolare riferimento ai diritti fondamentali, alla casa, al lavoro, alla formazione, alla cultura, all’assistenza, alla tutela della salute, allo sport; nonché promuovere iniziative finalizzate alla sensibilizzazione della comunità civile sul tema dei diritti delle persone private della libertà personale e sull’esigenza di garantire loro dignità e trattamenti improntati al senso di umanità’’.

Fonte: internapoli.it

Ioia, ex narcotrafficante nominato Garante dei detenuti: “Anche i criminali possono cambiare”

Pietro Ioia, ex narcotrafficante oggi attivista, è stato nominato Garante dei detenuti per il Comune di Napoli dal sindaco Luigi de Magistris. Ioia è stato il primo a denunciare le presunte violenze che sarebbero avvenute nella cosiddetta “cella zero”. Oggi è in corso un processo, per stabilire se queste denunce raccontino la verità su quanto avvenuto nel carcere napoletano di Poggioreale.

Da narcotrafficante a Garante dei detenuti. Questa è la storia di Pietro Ioia,  che dopo aver scontato la sua pena in diverse carceri italiane ed europee, come racconta, aver cambiato vita per amore dei suoi figli, oggi è stato nominato dal sindaco Luigi de Magistris Garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale per il Comune di Napoli. Un incarico gratuito, come specificato nel bando a cui Ioia ha preso parte. Pietro Ioia è stato il primo a denunciare le presunte violenze che si sarebbero perpetrate all’interno del carcere di Poggioreale, a Napoli, nella cosiddetta cella zero. La cella zero sarebbe una cella non numerata, una sorta di sala d’aspetto, dove alcuni reclusi hanno denunciato di aver subito percosse da alcune guardie penitenziarie. Oggi è in corso il processo per stabilire se queste denunce raccontino o meno la verità su quanto accaduto nel carcere napoletano. Con Fanpage.it, il neo Garante prova a indicare i punti principali del suo mandato, della durata di 5 anni.

Pietro Ioia, che significato ha questa nomina?

«Questa nomina significa che se si vuole si può cambiare. Si può diventare vero uomo. Fa capire, ancora di più, che non solo Pietro Ioia può cambiare, ma chiunque. Anche il più grande criminale può cambiare vita in positivo. Non mi sarei mai aspettato di essere nominato Garante. Essendo un ex detenuto è tutto difficile, una volta ho cercato un lavoro e non  me l’hanno dato. Anche in altre occasioni mi hanno rinfacciato che sono un ex detenuto. Non ci speravo, dico la verità».

Quali sono i tre punti che cercherà di  portare avanti durante questo mandato?

«Visitare le carceri, la prima cosa. Quello che mi mancava prima, quando ero solo un attivista, era visitare i detenuti reclusi, non solo quelli usciti dal carcere. Combattere il sovraffollamento e poter parlare anche per il corpo della Polizia Penitenziaria che è sotto organico».

Ha avuto modo di confrontarsi anche con il Garante regionale Samuele Ciambriello?

«Stamattina sono stato da Ciambriello, gli ho portato due famiglie. Perché dove potevo arrivare io, arrivavo io. Quando non potevo fare molto portavo le persone da lui. Io e il professor Ciambriello collaboriamo già da diversi mesi, con i familiari dei detenuti. È stato sempre molto disponibile. Ha risolto diversi problemi».

Quando era giovane e scontava la sua pena, si aspettava di poter arrivare qui?

«Non me lo sarei mai aspettato. Per questo devo dare sempre di più. Voglio dimostrare anche al più grande criminale che si può cambiare».

Fonte: Fanpage.it

 

 

 

 

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