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Il martirio di Germana Stefanini

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Germana Stefanini prestava servizio in qualità di vigilatrice penitenziaria presso la casa circondariale Femminile di Roma Rebibbia.
Il 28 gennaio 1983 veniva sequestrata da una cellula romana delle Brigate Rosse, inizialmente denominatasi “Nucleo per il Potere Proletario Armato”.
Condotta in un appartamento romano, Germana fu sottoposta a un “processo” per estorcerle informazioni sull’organizzazione del carcere.
Il “processo” si concluse con la sentenza di condanna a morte, eseguita con un colpo di pistola alla nuca.
Il corpo di Germana Stefanini fu rinvenuto il successivo 31 gennaio nel cofano di un’autovettura.
Il 12 settembre 2007 Germana Stefanini è stata insignita di Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria con la seguente motivazione: “In servizio presso la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, veniva sequestrata e barbaramente uccisa da appartenenti ad un gruppo terroristico, sacrificando la vita ai più nobili ideali di coraggio e di spirito di servizio. 28 gennaio 1983, Roma”.
Alla memoria di Germana Stefanini, Vigilatrice penitenziaria presso la Casa Circondariale Femminile di Roma “Rebibbia”, vittima di agguato terroristico il 28 gennaio 1983 , Roma Capitale ha intitolato una strada situata nel XX Municipio, da Via di Grottarossa a Via Ischia di Castro: Via Germana Stefanini: Vigilatrice penitenziaria, Medaglia d’Oro al Valor Civile (1926 – 1983).
Nel 2017 la casa circondariale femminile di Rebibbia è stata intitolata alla memoria della Vigilatrice Penitenziaria Germana Stefanini.

Spazio70.net, blog sulle storie degli Anni Settanta, ricostruisce la triste e drammatica vicenda dell’orrendo martirio di Germana Stefanini.
L’11 maggio 1983 a Roma, al civico 3 di via Torreglia, gli agenti della Digos scoprirono un covo terroristico dei «Nuclei per il potere proletario armato», un movimento di estrema sinistra composto da giovani fiancheggiatori delle Brigate Rosse. All’interno dell’abitazione le forze dell’ordine rinvengono il drappo rosso dell’organizzazione, alcuni bossoli e una fotografia che ritrae il «processo proletario» subito alcuni mesi prima da Germana Stefanini, 57 anni, invalida civile e vigilatrice del reparto femminile di Rebibbia, uccisa con un colpo di pistola alla nuca.
La polizia arrestò l’affittuario dell’appartamento, un giovane studente di architettura: Valerio Ruffo Albanese, venticinque anni, figlio di un generale dell’esercito e della preside di un rinomato liceo romano. Risultano invece autori dell’omicidio Stefanini: il ventisettenne Carlo Garavaglia e i ventitreenni Francesco Donati e Barbara Fabrizi.
Saranno arrestati qualche giorno dopo durante un tentativo di rapina ad un ufficio postale.
Nel pomeriggio del 28 gennaio 1983, Germana Stefanini è stata bloccata nella propria abitazione al ritorno dalla giornata lavorativa presso il carcere di Rebibbia.
Dopo aver messo a soqquadro l’appartamento e prima di eseguire la condanna a morte, i terroristi hanno sottoposto la donna ad un interrogatorio.
Tra i materiali sequestrati dagli agenti all’interno del covo di via Torreglia vi è anche un’audiocassetta che custodisce l’audio dell’intero «processo».
Pochi minuti dopo, le sparano alla testa.
Il corpo della vigilatrice sarà rinvenuto nel bagagliaio di una Fiat 131.
I terroristi comunicheranno ai giornali l’avvenuta esecuzione «di un’aguzzina delle carceri».
Un’aguzzina delle carceri…
Nel ricordo di Germana Stefanini, persona onesta e per bene, vigilatrice penitenziaria morta uccisa dalla follia omicida del fanatismo politico e dell’estremismo.
Per non dimenticare e da tenere sempre a mente.
Specie a coloro che alimentano la confusione su quegli anni terribili, non perdendo occasione di ignorare Abele per stare dalla parte di Caino…

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1 commento

  1. Alberto Gradin on

    E questo Stato occupato da partiti indecenti che sotto sotto giustificarono e giustificano ancora oggi i loro “compagni”, dedicano una sala del Parlamento a Carlo Giuliani ! Un commosso ricordo ed una preghiera per questa donna la cui unica colpa è stata quella di essere una brava persona al Servizio ed al bene dello Stato !

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