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Carcere di San Severo: detenuto aggredisce agente di Polizia Penitenziaria

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Ancora un'aggressione ad un poliziotto penitenziario in servizio presso il carcere di San Severo da parte di un  giovane detenuto di origini baresi, che ha costretto il lavoratore a ricorrere alle cure del pronto soccorso del locale nosocomio prima e al controllo Tac presso l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo dopo.

Spiega Federico Pilagatti: "Il forte pugno sferrato dal detenuto in questione  che  ha colpito in pieno la faccia dell’assistente distruggendogli gli occhiali, è stato determinato  da una vendetta dello stesso poiché il giorno prima era stato segnalato per comportamento scorretto in violazione delle disposizioni del carcere"

Aggiunge il segretario del Sappe: "Nei giorni scorsi proprio sindacato autonomo Polizia Penitenziaria, in una riunione con la direzione del carcere aveva lanciato l’allarme sulle conseguenze che avrebbe potuto avere sulla sicurezza dei poliziotti e del penitenziario, la grave carenza organica dei poliziotti costretti ad effettuare turni otto nove ore occupando più posti di servizio contemporaneamente,  abbandonati al loro destino  nelle sezioni con gravissimo stress e carichi di lavoro"

Pilagatti punta il dito contro "il buonismo posto in essere dai vertici dell’amministrazione penitenziaria che invece di pensare alla sicurezza dei poliziotti,  si  dedicano ad attività culturali, progetti e quant’altro, lasciando che l’organico venga ulteriormente  decimato da queste aggressioni. Per questo critichiamo aspramente l’ex ministro della giustizia Orlando ed  i vertici del DAP, che nel fare le piante organiche delle carceri,  hanno dimostrato, nonostante i vari appelli del SAPPE,  indifferenza, superficialità, irresponsabilità per  una situazione pronta ad esplodere in qualsiasi momento"

Il segretario nazionale prosegue: "Ci aspettiamo che al più presto questo governo annulli tutti quei provvedimenti che di fatto hanno messo in ginocchio le carceri pugliesi ed italiane annullandone la sicurezza,  a partire  dalle espulsioni di tutti i detenuti stranieri che debbono pagare il loro debito con la giustizia nei loro paesi d’origine. Inoltre le misure alternative ed i poderosi sconti di pena non debbono essere distribuiti a pioggia a tutti i detenuti, anche a quelli che oziano tutta la giornata, ma esclusivamente per quei soggetti che in maniera seria e concreta accettano un percorso di rieducazione così come prevede la costituzione"

Fonte:foggiatoday.it

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