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Il RAP di Basentini: In effetti le cose devono cambiare (video)

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IL COMUNICATO DELLA SEGRETERIA REGIONALE SAPPE DELLA PUGLIA

CARCERI PUGLIESI ALLO SBANDO: DRONI, DROGA, TELEFONINI ED IL DAP STA A GUARDARE

Ma cosa deve succedere ancora nelle carceri pugliesi perché il capo del DAP BASENTINI a cui gli si è allungato il naso come Pinocchio ed il capo del personale BUFFA  prendano provvedimenti?
La nostra non è un offesa contro il capo delle carceri nazionali, ma un amara constatazione poiché abbiamo i filmati  in cui il Presidente BASENTINI ben tre mesi fa, esattamente il 5 novembre,  ai dirigenti del SAPPE che manifestavano davanti al carceri di Bari,  si scandalizzava dei numeri inerenti il sovraffollamento dei detenuti, il più alto della nazione  a cui si contrapponeva la più bassa percentuale agente/detenuti dell’Italia.
Disse che avrebbe preso immediati provvedimenti ma a tre mesi di distanza nulla è accaduto anzi la situazione e peggiorata ancora di più, con le carceri pugliesi diventate un colabrodo dove i delinquenti sguazzano  a loro piacimento, nonostante il coraggio e l’abnegazione dei pochi poliziotti  rimasti a presidiare un importante strumento di uno Stato democratico.
Eppure il drone intercettato  nel carcere di Taranto   doveva far aprire le antenne ai vertici del DAP  sul pericolo imminente che corrono le carceri,  ormai diventate un drugstore ove senza pericolo si può far entrare di tutto.
Il SAPPE aveva chiesto l’utilizzo immediato della tecnologia per interrompere questo flusso in entrata di materiale proibito, ma inutilmente poichè NON CI SONO SOLDI.
Per cui i delinquenti possono fruire di tutta la tecnologia più avanzata senza problemi di budget,  mentre la Polizia Penitenziaria, grazie ai vertici del DAP che percepiscono migliaia di euro al mese (per loro i soldi ci sono), deve combattere senza alcun arma se non la volontà e la professionalità.
Non sappiamo quanto questo disinteresse costa alla comunità poiché di fatto, riducendo il personale all’interno delle sezioni detentive, non mettendo in campo alcun mezzo di contrasto  alla tecnologia, i detenuti hanno riaperto un filo diretto con i propri affiliati all’esterno per commettere reati e tenere in piedi le fila delle proprie organizzazioni criminali.
Fino a poco tempo fa questo filo si era interrotto, ma la politica buonista e permissiva e l’aver tolto alla Polizia Penitenziaria qualsiasi mezzo  di contrasto e controllo,  ha riportato le carceri pugliesi ed italiane ai periodi più bui della nostra storia.
Il SAPPE , sindacato autonomo polizia penitenziaria, che per questi motivi ha rotto ogni relazione con l’amministrazione penitenziaria, fa la propria denuncia non su fantasiose invenzioni, ma a seguito di  fatti concreti che si stanno verificando con sempre maggiore frequenza, quale  il sequestro di droga ai detenuti nonché dei mini telefonini avvenuti nelle ultime settimane tra Brindisi, Bari e ultimo a Taranto.
La statistica ci dice che per una parte  di materiale proibito sequestrato, tantissimo altro è ad appannaggio della popolazione detenuta , proprio in virtù dello smantellamento della sicurezza delle carceri pugliesi, ove oltre al materiale proibito si assiste ad un calvario continuo in cui i poliziotti sono fatti oggetto di minacce aggressioni o peggio.
Senza dimenticare le centinaia di episodi di eventi critici quali autolesionismi, violenza tra detenuti ecc. ecc.
Per giorni tutti i mass-media  hanno posto all’attenzione sulla sorte dei profughi su una nave, mentre poi si ci si dimentica di situazioni molto più gravi che attengono la sicurezza  dei cittadini e di chi si sacrifica all’interno delle carceri per far rispettare le leggi di uno Stato malato.
Questi signori  del DAP intervengono solo per stigmatizzare certi comportamenti , sicuramente da condannare (vedi episodio Campobasso) ma fregandosene altamente di capire le motivazioni per cui si arriva ad un tale grado di stress.
Certo se fosse stato il detenuto a gambizzare il poliziotto, tutto normale, tutto tranquillo invece se un poliziotto fa un qualcosa di eccessivo, i difensori del diritto (loro) si scagliano senza pietà.
Aveva promesso il presidente  del DAP di  mandare via dalla regione qualche centinaia di detenuti in altri posti della nazione praticamente vuoti; come pure aveva promesso di  rivedere  la grave  carenza    di poliziotti, pericolosa sia per la sicurezza delle carceri che per la   popolazione, con provvedimenti tampone … cosa mai avvenuta.
Chissà perché la Polizia Penitenziaria, così  come i cristiani all’era dei romani, deve subire una persecuzione  proprio da chi la dovrebbe tutelare e che per farlo intasca pure moltissimi quattrini.

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