Rieti, disordini in carcere rientrati in serata. Dopo la rissa e la rivolta il DAP avvia i trasferimenti dei detenuti

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La protesta nel carcere è rientrata nella serata di ieri. Intanto il DAP ha avviato i trasferimenti dei detenuti facinorosi.

Nell’istituto penitenziario di Rieti la protesta è ampiamente rientrata. Sono stati già attivati gli interventi necessari e tutti i detenuti sono rientrati dai passeggi. All’origine della protesta, gli strascichi di una colluttazione verificatasi ieri fra detenuti italiani e africani.
Il Provveditorato regionale del Lazio-Abruzzo-Molise ha comunque già disposto, ai sensi della circolare del Capo del Dap sul trasferimento di detenuti per motivi di sicurezza, 19 trasferimenti ad altri istituti del distretto: 7 nigeriani sono stati già trasferiti nel pomeriggio di oggi e 12 italiani saranno trasferiti domani.

Cosa è accaduto ieri nel carcere di Rieti:

Altissima tensione nel carcere di Rieti, dove è attualmente in atto una violenta rivolta di detenuti italiani verso detenuti nigeriani. Una situazione incandescente, che ha avuto un prologo ieri con la rissa tra detenuti italiani e ristretti nigeriani.
«La situazione è molto grave», denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe. «Ci arrivano da Rieti segnali allarmanti di una crescente tensione, con i detenuti italiani della Sezione G3 che stanno cercando il contatto fisico con i ristretti africani. La situazione è molto critica. Mi sembra evidente che c’è necessità di interventi immediati da parte degli organi ministeriali e regionali dell’amministrazione penitenziaria, che assicurino l’ordine e la sicurezza in carcere a Rieti tutelando gli agenti di Polizia penitenziaria che vi prestano servizio». Capece giudica la condotta dei detenuti ancora in rivolta “irresponsabile e gravissima”.

Il Prologo
Rissa tra detenuti italiani e nigeriani all’interno del carcere di Vazia. Una situazione di estremo pericolo e ieri pomeriggio si è verificata l’enneisma, violenta lite tra detenuti.
«La situazione è stata davvero pericolosa», denuncia il segretario nazionale del Lazio del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe Maurizio Somma. «Nel pomeriggio si sono fronteggiati due fazioni di detenuti italiani contro nigeriani all’interno della sezione detentiva G3. Un detenuto italiano è ricoverato in ospedale a seguito delle botte che ha preso. Il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari ha fatto sì di riportare tutto alla calma. Diversi genti sono stati richiamati a casa e si sono precipitati in servizio dimostrando buonsenso e spirito di corpo. Forse, il pretesto del furioso pestaggio tra i detenuti a Rieti è tra i più futili, ossia l’incapacità di convivere – seppur tra le sbarre – con persone diverse. O forse le ragioni sono da ricercare in screzi di vita penitenziaria o in sgarbi avvenuti fuori dal carcere. Fatto sta che si è scatenata una pericolosa rissa che ha coinvolto ancora una volta i poliziotti penitenziari, a cui il Sappe rivolge espressioni di vicinanza e solidarietà».
Il segretario generale del Sappe Donato Capece denuncia il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere che vede coinvolti detenuti stranieri. «E’ sintomatico che negli ultimi dieci anni ci sia stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni ’90 sono passati oggi ad essere sistematicamente oltre 20mila», spiega il leader nazionale dei Baschi Azzurri. «Lo abbiamo detto e lo ribadiamo, sollecitiamo il Governo ed il ministro della Giustizia ancora una volta su una specifica criticità penitenziaria».

Fonte: messaggero.it

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