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Rivolta di Trento: era dal 1969 che non entravano altre forze di polizia dentro al carcere. Dov’erano Bonafede e Basentini?

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L’ultima volta che altre forze di polizia sono entrate in un carcere è stato nel 1969, ad aprile, per sedare la rivolta di Milano San Vittore.
Ci fu un altro tentativo nel 1987, a Porto Azzurro, quando arrivarono Gis e Nocs, ma il Ministro Giuliano Vassalli e il Direttore Generale Nicolò Amato si opposero fermamente all’ingresso in carcere di altre forze di polizia.

il capo dell’amministrazione penitenziaria Nicolò Amato a Porto Azzurro nel 1987

Pare che Nicolò Amato in quella circostanza abbia affermato: “Quello che succede nelle carceri è affare degli Agenti di Custodia che hanno i mezzi, gli strumenti e le capacità professionali per gestire la situazione!”

E così è stato fino ad oggi, anzi fino al 22 dicembre 2018.
Ci sono voluti cinquant’anni perché un Ministro della Giustizia ed un Capo Dap permettessero questa deminutio capitis della Polizia Penitenziaria.
A Trento la Polizia Penitenziaria è stata estromessa dai suoi compiti istituzionali, perchè impeditogli di intervenire.
Dentro al carcere, sotto il comando di Prefetto e Questore, sono entrati Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco.
Nemmeno nelle rivolte di Trani e Poggioreale si arrivò a tanto.

i carabinieri entrano nel carcere di Trento

Paradossale, col senno del poi, rileggere i propositi di istituire i reparti antisommossa nelle linee programmatiche di Basentini …
A Trento ci è stato impedito anche solo di prenderli gli scudi, i caschi e i manganelli.
Delle due una: o Basentini ci prende in giro o Basentini ci sta blandendo e vuole finire il lavoro di smantellamento del Corpo iniziato da Orlando e Consolo.
Confermo in toto quello che disse Amato nell’87 … i poliziotti penitenziari hanno i mezzi, gli strumenti, le capacità e (aggiungo io) le palle per gestire qualsiasi evento critico in carcere, come avrebbero sicuramente dimostrato i colleghi di Trento se gli avessero lasciato fare il proprio dovere.

gli agenti di custodia che presidiano dentro e fuori il carcere di Porto Azzurro nel 1987

Essenziale, però, che chi ci comanda stia in prima fila davanti a noi (o almeno al fianco) e non comodamente seduto a Roma in una torre d’avorio.
Solo ad onore di cronaca, riporto la conclusione di un articolo pubblicato su un quotidiano dell’epoca, che riferiva dell’epilogo della grave rivolta di Porto Azzurro del 1987:
“I titoli di coda scorrono sull’elicottero del ministro Vassalli che si alza in volo verso Roma e sui mitra che lasciano la scena ai bikini: l’estate che torna a scorrere nel paradiso delle vacanze. Missione compiuta: lo Stato ha saputo fare lo Stato”.
Mi permetto di fare solo una considerazione: a quei tempi il Ministro era Giuliano Vassalli e il Capo del Dap (direttore generale degli II.PP.) era Nicolò Amato … si parva licet componere magnis (come disse Virgilio mettendo a confronto il lavoro delle api con quello dei ciclopi).
E tanto per rimanere in tema dello “Stato che sa fare lo Stato”, nessun detenuto responsabile della rivolta di Trento è stato punito disciplinarmente, messo in isolamento o sottoposto all’art. 14 bis dell’ordinamento penitenziario …

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7 commenti

  1. Le parole servono a poco purtroppo sono loro che denigrano la nostra figura e professionalitá non siamo considerati dentro e fuori cambiare ministero ?

  2. Armando Torello on

    Protesta del personale ad oltranza come i colleghi francesi! Sindacati sveglia urge una guerra ai vertici senza quartiere.Ci facessero fare il nostro lavoro senza calpestarne la dignita’.

  3. minciacca carlo on

    avete dimenticato la strage nel carcere di Alessandria nel 1974 dove Polizia e Carabinieri fecero irruzione all’interno del carcere dove era in corso una rivolta e il tutto finì con una strage tra Agenti di Custodia,personale civile che lavorava all’interno della struttura e di un detenuto.

  4. Si è alla frutta! La Pol. PEN. Ha bisogno solo di più spirito di Corpo, come si percepiva quando si chiamava AdiC, mi dispiace di ciò che sta accadendo. Il mio augurio e che qualcosa si rimetta sulla retta via.
    Per me al Corpo di P.P. , non manca niente per intervenire, con serietà, alto senso del dovere e spirito di acrificio, in situazioni delicate ed impegnative, (se gli viene consentito). Per quanto sopra ritengo che non sia giusto che altre Forze di Polizia intervengano all’interno, salvo per motivi particolari o previo richiesta di aiuto da parte della P.P..
    Tutto ciò, nel rispetto nei confronti di tutti i colleghi che, nel passato, hanno dato la propria vita, al fine di assicurare il rispetto della legalità e delle istituzioni dello Stato.
    Un grande augurio di buon lavoro a tutto il Corpo di Polizia Penitenziaria.
    Gino P.

  5. Dopo il verbo “amare” il verbo “aiutare” e’ il piu’ bello del mondo. L’incompetenza e’ un rullo distruttore. /X\ l’inciucio

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