Sappe:il Governo ha cambiato le carte in tavola. No al RIORDINO truffa delle carriere

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Il Consiglio dei Ministri che si è riunito giovedì 26 settembre 2019, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione Fabiana Dadone, due decreti legislativi che, in attuazione della legge 1° dicembre 2018, n. 132, introducono disposizioni integrative e correttive in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, nonché disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate.

Secondo il testo del comunicato stampa elaborato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri “i due testi, nel rispetto del principio della equiordinazione per il Comparto sicurezza-difesa, intendono realizzare un miglioramento della funzionalità complessiva dell’organizzazione delle Forze di polizia e delle Forze dell’ordine, attraverso l’ampliamento delle opportunità di progressione in carriera del personale; la valorizzazione della professionalità, da raggiungersi anche grazie alla modifica della disciplina sui corsi di formazione iniziale e sui titoli di studio per l’accesso e, inoltre, la rivisitazione dei requisiti di condotta attraverso un allineamento alle disposizioni del codice dell’Ordinamento militare”.

Ma la realtà è un’altra: questo approvato è un riordino delle carriere ‘truffa’, che privilegia pochi in danno di tutti!

Il testo del decreto che più ci interessa è infatti il medesimo rispetto al quale avevamo univocamente espresso vibranti critiche, giudicandolo sostanzialmente in parte irricevibile.
Un articolato che, evidentemente, corrisponde soprattutto agli interessi delle Amministrazioni del Comparto, le quali hanno chiaramente mirato a soddisfare le proprie esigenze, per poi metterci a conoscenza del risultato del compromesso da loro raggiunto solo in prossimità della scadenza dei termini della delega.

correttivi riordino carriere polizia

Non solo, infatti, il tavolo interforze al quale sedevano i vertici delle rispettive amministrazioni ha elaborato un testo assai lontano rispetto alle aspettative del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria. Aspettative che rischiano così di rimanere una volta ancora disattese e frustrate.

Ma ha pure introdotto previsioni che esorbitano dai limiti della delega legislativa, e che vanno per di più ad intervenire su istituti meramente retributivi che, in quanto tali, sono assoggettati dalla legge alle procedure di concertazione negoziale.

A Palazzo Chigi, insomma, sono stati indotti a deliberare su un provvedimento che fa venir meno la possibilità di operare una soddisfacente rimodulazione di profili ordinamentali che da tempo la categoria che noi rappresentiamo attende.

Non c’è traccia dell’unificazione del ruolo degli Assistenti e degli Agenti con quello dei Sovrintendenti che il SAPPE rivendica da sempre e che è stato messo, nero su bianco, nel corso di tutti gli incontri che si sono susseguiti, in sede istituzionale e politica (i resoconti del Parlamento parlano chiaro!).

Non c’è traccia della concreta riduzione dei tempi di permanenza nell’avanzamento delle qualifiche per i ruoli dei Sovrintendenti e degli Ispettori, fondamentale anche in relazione alle richieste ricostruzioni delle carriere con retrodatazione delle varie decorrenze giuridiche.

Non c’è traccia della richiesta di aumento ad almeno 200 posti del concorso per il Ruolo Direttivo Speciale riservato agli Ispettori.

E non c’è alcuna traccia di tutti gli impegni assunti in sede nel corso dei vari incontri al DAP, alla Funzione Pubblica, al Ministero dell’Interno ed in Parlamento per equiordinare ed omogeneizzare le carriere del personale del Comparto Sicurezza e Difesa!

NIENTE DI TUTTO QUESTO C’E’
NEL RIORDINO ‘TRUFFA’ DELLE CARRIERE”
APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI!

E allora non abbiamo altra opzione praticabile che quella, dolorosa ma inevitabile, di denunciare pubblicamente la profonda delusione ed il disorientamento dei nostri colleghi, i quali hanno visto tradite le aspettative maturate anche facendo affidamento sugli impegni assunti dal Governo.

Impegni assunti anche dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che in ogni occasione valorizza – nei discorsi – le donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria ma poi – nei provvedimenti legislativi e negli atti concreti – dimostra di dimenticarsi di noi e delle nostre legittime aspettative!

COSÌ NON VA!

QUESTO RIORDINO DELLE CARRIERE È UNA TRUFFA
PERCHÉ ACCONTENTA POCHI
E SCONTENTA LA MAGGIOR PARTE DEL PERSONALE, INGANNATO DALLE CHIACCHIERE POLITICHE
E DAL MANCATO RISPETTO DEGLI IMPEGNI!

La Segreteria Generale del SAPPE ha già disposto la convocazione degli Organi Statutari Nazionali per definire con urgenza adeguate iniziative di lotta e protesta a Roma e nell’intero territorio nazionale, che saranno comunicate tempestivamente.
Incontreremo:

mercoledì 9 ottobre 2019 a MILANO le Segreterie Nazionali e Regionali SAPPE del Nord Italia;

mercoledì 16 ottobre 2019 a ROMA le Segreterie Nazionali e Regionali SAPPE del Centro Italia;

mercoledì 30 ottobre 2019 a NAPOLI le Segreterie Nazionali e Regionali SAPPE del Sud Italia e delle Isole.

  • mercoledì 9 ottobre 2019 a MILANO le Segreterie Nazionali e Regionali SAPPE del Nord Italia;
  • mercoledì 16 ottobre 2019 a ROMA le Segreterie Nazionali e Regionali SAPPE del Centro Italia;
  • mercoledì 30 ottobre 2019 a NAPOLI le Segreterie Nazionali e Regionali SAPPE del Sud Italia e delle Isole.

Nei prossimi giorni solleciteremo un incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, convinti che ben comprenda la valenza politica dei provvedimenti in essere e per evitare le determinazioni adottate dalle amministrazioni del Comparto, certo di poter offrire utili elementi di riflessione in ordine a quelle che noi consideriamo modifiche pregiudiziali del provvedimento normativo in itinere.

PER PROTESTARE CONTRO LE BUGIE DI QUESTO GOVERNO!
PER PROTESTARE CONTRO LE FALSE PROMESSE
FATTE ALLE DONNE E AGLI UOMINI
DEL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA!

 

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