Categoria: crimini e criminali

rubrica rivista

Nella personalità di ogni individuo c’è un lato nascosto, oscuro, normalmente represso che, se liberato, ci trasformerebbe in criminali, in crudeli assassini e pericolosi delinquenti. Anche se é presente in tutte le persone, la maggior parte di queste non commette omicidi né compie rapine grazie ai freni inibitori della morale, delle leggi e dei sensi di colpa; il comportamento criminale viene adeguatamente bloccato dalle regole educative della famiglia, della scuola e della religione. In altri casi, invece, i freni inibitori non operano e vengono oltrepassati dalle emozioni, dalle passioni e dal piacere che si prova nel commettere un reato. (1)…

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Per un uomo la donna è l’ora della verità.  Questa era l’efficace espressione  con cui Jaques Lacan, grande psicoanalista francese, riassumeva in uno dei suoi famosi discorsi, nel corso del Seminario XVIII (1971), ciò a cui un uomo poteva essere esposto, quando incontrava nella sua vita una donna.  È l’ora della verità perché, effettivamente, espone l’uomo a qualcosa che egli non può governare.  Possiamo chiamare questa dimensione della ingovernabilità il “senza fondo” del godimento femminile. Gli uomini hanno ridicolizzato aggressivamente questo “senza fondo” con la formula cinica: “sono tutte puttane!”.  Quando gli uomini affermano e pensano, o fantasticano, che la…

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Alleghe è un grazioso paesino della provincia di Belluno che fa parte del comprensorio dell’Alto Agordino, una delle più belle zone di montagna delle Dolomiti, da sempre meta di vacanza. Dal paese prende il nome anche l’omonimo lago, formatosi nel 1771 a seguito della frana del monte Piz che seppellì tre villaggi rurali. La frana diede anche vita ad una leggenda popolare, secondo la quale i rintocchi delle campane della chiesa sommersa negli abissi del lago annunciavano la morte imminente di qualcuno in paese. Nel paesino, dai primi anni ‘30 si susseguirono una serie di suicidi che alimentarono la leggenda,…

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Tutto il mondo ha ben impresse le immagini di ciò che accadde in Italia il 13 gennaio del 2012, allorquando la nave Costa Concordia naufragò nelle vicinanze del porto dell’Isola del Giglio. L’imponente disastro, sicuramente una delle più grandi sciagure della storia della marineria italiana, seguito dal gran numero di vittime, mi ha portato, peraltro con alcune perplessità iniziali del Direttore editoriale, a ricordare quanto avvenuto quella sera. Una tragedia immane che probabilmente poteva essere evitata se fossero state rispettate le norme di navigazione e non si fosse messa in gioco la sicurezza dei passeggeri. Quando fu varata la Costa…

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