Categoria: crimini e criminali

rubrica rivista

Nel corso dei secoli il corpo è stato sempre oggetto di un perenne conflitto tra esaltazione e negazione, in particolar modo quello femminile: origine del peccato, da redimere. Nel Medioevo, la mortificazione del corpo attraverso castità, digiuno e pratiche ascetiche rappresentava un modo per elevare lo spirito dai bisogni della carne.  Una pratica purificatrice che reprimendo le pulsioni delle donne e riducendole a uno scheletro consentiva all’uomo di esercitare un controllo maggiore sull’altro sesso; di colmare con il proprio ego quel vuoto scavato fino alle viscere. Una seduzione ingannevole che coinvolge anche la mente malata e incorruttibile di un’anoressica.  La…

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Nella personalità di ogni individuo c’è un lato nascosto, oscuro, normalmente represso che, se liberato, ci trasformerebbe in criminali, in crudeli assassini e pericolosi delinquenti. Anche se é presente in tutte le persone, la maggior parte di queste non commette omicidi né compie rapine grazie ai freni inibitori della morale, delle leggi e dei sensi di colpa; il comportamento criminale viene adeguatamente bloccato dalle regole educative della famiglia, della scuola e della religione. In altri casi, invece, i freni inibitori non operano e vengono oltrepassati dalle emozioni, dalle passioni e dal piacere che si prova nel commettere un reato. (1)…

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Per un uomo la donna è l’ora della verità.  Questa era l’efficace espressione  con cui Jaques Lacan, grande psicoanalista francese, riassumeva in uno dei suoi famosi discorsi, nel corso del Seminario XVIII (1971), ciò a cui un uomo poteva essere esposto, quando incontrava nella sua vita una donna.  È l’ora della verità perché, effettivamente, espone l’uomo a qualcosa che egli non può governare.  Possiamo chiamare questa dimensione della ingovernabilità il “senza fondo” del godimento femminile. Gli uomini hanno ridicolizzato aggressivamente questo “senza fondo” con la formula cinica: “sono tutte puttane!”.  Quando gli uomini affermano e pensano, o fantasticano, che la…

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Alleghe è un grazioso paesino della provincia di Belluno che fa parte del comprensorio dell’Alto Agordino, una delle più belle zone di montagna delle Dolomiti, da sempre meta di vacanza. Dal paese prende il nome anche l’omonimo lago, formatosi nel 1771 a seguito della frana del monte Piz che seppellì tre villaggi rurali. La frana diede anche vita ad una leggenda popolare, secondo la quale i rintocchi delle campane della chiesa sommersa negli abissi del lago annunciavano la morte imminente di qualcuno in paese. Nel paesino, dai primi anni ‘30 si susseguirono una serie di suicidi che alimentarono la leggenda,…

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