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Categoria: eventi critici

Credevamo che dopo l’esperienza di Trento l’Amministrazione Penitenziaria nelle persone del nostro capo DAP Basentini e del nostro Ministro Bonafede che a chiacchiere ci loda e  ci stima, prendessero dei provvedimenti seri contro la violenza che sembra ormai dilagare nelle carceri (dopo c’è stata la rivolta di Lucca e una mega rissa a Campobasso), ma ad oggi nulla di concreto è stato fatto se non delle vaghe linee programmatiche e proclami sui social di quanto il Ministro vuole bene alla Polizia Penitenziaria. Non una sospensione immediata del regime Torreggiani, non un’applicazione immediata del 14 bis, non un cambio di rotta…

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Sequestrate due lame lunghe 15 centimetri, ottenute con pezzi di metallo di recupero. Le armi rudimentali erano nascoste all’interno di un frigorifero“ Due coltelli rudimentali ricavati da alcuni pezzi di metallo, della lunghezza di circa 15 centimetri, sono stati rinvenuti ieri, durante una perquisizione nel carcere di San Severo. Le armi rudimentali erano abilmente nascoste all’interno di un frigorifero presente nella sezione. La scoperta è stata fatta dalla Polizia penitenziaria. Gli agenti del comandante Giovanni Serrano hanno eseguito controlli mirati al fine di scongiurare eventuali aggressioni. “L’attività – afferma il Commissario Capo Giovanni Serrano – testimonia le capacità operative degli agenti di Polizia Penitenziaria del carcere di San Severo. Questo…

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Uno status symbol  è un elemento caratteristico dell’aspetto e del comportamento (spesso l’acquisto di un oggetto di consumo costoso o raro) che tende a mostrare esteriormente che il possessore ha raggiunto un determinato status sociale o un livello di ricchezza personale. Il possesso di determinati oggetti o proprietà o tipi di consumo, classificati come di lusso è il principale veicolo di tale comportamento. La pulsione ad acquistare o possedere questi beni materiali deriva da alcuni aspetti dell’inconscio che spingono gli individui con personalità meno sicure a utilizzarli per affermarsi, distinguersi, omologarsi, farsi accettare dallo strato sociale a cui appartengono o nel quale…

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Una vicenda drammatica quella che rimbalza su tanti siti italiani: l’agente di Dolianova che si è tolto la vita nel carcere milanese di San Vittore, un lutto anche per la Polizia penitenziaria che ogni giorno svolge un grande lavoro negli istituti penitenziari di tutta Italia Dolianova in lacrime piange l’agente di 41 anni suicidatosi in carcere: il lutto della Polizia. Una vicenda drammatica quella che rimbalza su tanti siti italiani: l’agente di Dolianova che si è tolto la vita nel carcere milanese di San Vittore, un lutto anche per la Polizia penitenziaria che ogni giorno svolge un grande lavoro negli…

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Dalle ore 11 di oggi 3 gennaio 2019 e fino alle ore 17 circa, un gruppo di circa 15 detenuti extracomunitari, tutti ristretti presso la Sezione detentiva A2 a regime ordinario aperto del carcere di Aosta, dopo essere stati istigati da un loro compagno sempre di origine straniera, che aveva posto in essere una protesta in quanto a suo dire non aveva ricevuto il provvedimento di espulsione, si sono barricati bloccando il cancello di ingresso alla sezione e il cancello di immissione ai passeggi mediante sacchi di plastica inseriti nelle serrature a cui veniva dato fuoco. Gli stessi detenuti minacciavano…

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L’ultima volta che altre forze di polizia sono entrate in un carcere è stato nel 1969, ad aprile, per sedare la rivolta di Milano San Vittore. Ci fu un altro tentativo nel 1987, a Porto Azzurro, quando arrivarono Gis e Nocs, ma il Ministro Giuliano Vassalli e il Direttore Generale Nicolò Amato si opposero fermamente all’ingresso in carcere di altre forze di polizia. Pare che Nicolò Amato in quella circostanza abbia affermato: “Quello che succede nelle carceri è affare degli Agenti di Custodia che hanno i mezzi, gli strumenti e le capacità professionali per gestire la situazione!” E così è…

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TRENTO, NESSUNA SANZIONE DISCIPLINARE PER I 100 DETENUTI CHE HANNO DEVASTATO IL CARCERE DURANTE UNA RIVOLTA. LA PROTESTA DEL SAPPE: “E’ UNO SCANDALO! E’ QUESTO IL NUOVO CORSO DI BONAFEDE E BASENTINI?” Attacco frontale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e al Capo dell’Amministrazione Penitenziaria, Francesco Basentini, per le modalità di gestione delle carceri del Paese. Il Sindacato lamenta la mancata convocazione, nella sede ministeriale di via Arenula a Roma, per affrontare la spinosa questione delle carceri, argomento che per il SAPPE dovrebbe essere al primo punto dell’agenda ministeriale, anche alla luce degli ultimi…

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Guarda il video dell’intervento L’Onorevole Gennaro Migliore, ex sottosegretario alla Giustizia, interviene in aula per richiamare Parlamento e Governo sulla situazione  di grandissimo allarme all’interno delle carceri italiane, più volte segnalata dal Sappe. Gennaro Migliore accusa Governo e Ministro Bonafede: ” … state esponendo questo paese e tanti uomini e tante donne che vestono la divisa ad una situazione di insicurezza totale” Guarda il Video dell’intervento

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“Sospendere vigilanza dinamica e subito tavolo permanente al ministero con i sindacati”. Dura presa di posizione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE dopo i gravissimi eventi critici accaduti nelle carceri di Trento e Lucca. E il Sindacato, che accusa il Governo di non avere assunto fino ad ora provvedimenti concreti per fronteggiare l’emergenza, chiede al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di sospendere la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario aperto oggi vigente nelle carceri. “Quelle di Lucca e Trento, con detenuti in rivolta e gravi violenze, sono gli ultimi due gravi fatti che accadono nelle carceri italiane. Eventi come questi sono…

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Malato cronico muore in carcere: per tre volte chiesti i domiciliari. La scoperta del cadavere la mattina del 26 dicembre ha scatenato una protesta dei detenuti. La Procura ha aperto un’inchiesta per stabilire le cause della morte. I familiari hanno nominato un perito di parte Era un detenuto modello, Massimo Tamagnini, 55 anni, sposato, padre di una ragazzina, una vita da operaio sui monti della Garfagnana. Nel carcere di Lucca doveva scontare una pena passata in giudicato di 1 anno e 10 mesi per reati contro il patrimonio e mancavano pochi mesi alla libertà. Ma era anche malato Massimo e…

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In periferia si sostiene che, da tre anni a questa parte, nelle carceri non si può più lavorare! Più o meno da quando vige il regime aperto a causa della disgraziata Sentenza “doubleface” Torreggiani che, se da un lato garantisce più dignità per il detenuto (si pensi solo allo spazio vitale), dall’altro non tiene conto delle esigenze di sicurezza dell’istituto e dei poliziotti penitenziari. Da tempo ci battiamo per l’applicazione immediata dell’art.14 bis dell’ordinamento penitenziario a quei detenuti che si rendono protagonisti di violenze e prevaricazioni, ma anche a chi, grazie a questo nuovo fenomeno dei micro telefoni, viene colto…

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Contestati danneggiamento, violenza a pubblico ufficiale e sequestro di persona. Caccia ai “capi” Trasferiti 49 detenuti. Eseguita l’autopsia sul giovane suicida. Danni al vaglio, aree ancora senza luce. Sono trenta gli indagati per la rivolta di sabato scorso nel carcere di Spini di Gardolo. Si indaga per danneggiamento, violenza a pubblico ufficiale e sequestro di persona. Finora sono 49 i detenuti trasferiti in altre strutture, mentre si contano i danni: sono stati distrutti cinque “bracci” su otto. Alcune aree sono ancora senza luce. Si temevano nuove rivolte, altri danni. I detenuti poche volte credono alle promesse, fa parte del loro…

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La rivolta del carcere di Trento segna lo spartiacque tra la chiacchiere fatte fino ad oggi dal Governo e dai nostri vertici su presunti cambiamenti, aiuti alla Polizia Penitenziaria, maggiore severità con i detenuti che si rendono colpevoli di atti di aggressione ma anche di atti di turbamento dell’ordine e della sicurezza negli Istituti, e i fatti che attualmente, al di la dei proclami, ancora non ci sono. Troppo facile dare sempre la colpa ai governi passati … troppo facile fare confronti tra chi ha fatto poco o non ha fatto niente e chi attualmente avrebbe potuto fare (visto che…

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Quarantanove detenuti, i capi della rivolta, trasferiti d’urgenza per motivi disciplinari: è questa la prima risposta dell’amministrazione penitenziaria alla rivolta scoppiata ieri mattina nel carcere di Trento. Un carcere modello, inaugurato appena sette anni fa: spazi per lo sport, la formazione professionale, celle spaziose, più domotica che secondini: e ieri devastato dai detenuti, tanto che la direzione ha chiesto di trovare un altro carcere per cento detenuti, oltre alla cinquantina cacciata per motivi disciplinari. La rivolta che ha devastato celle e spazi comuni è esplosa dopo la morte di un detenuto di origine tunisina, che si è impiccato di prima…

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[facebook Torna altissima la tensione nel carcere di Trento, dove oggi si è registrato un picco di violenze e devastazioni nelle celle del carcere dopo il suicidio, nella notte, di un detenuto. La denuncia è del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria. Spiega Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “Purtroppo sono stati momenti di vera follia e altissima tensione, con il carcere devastato e un centinaio di detenuti in rivolta. Esprimo solidarietà e vicinanza al Personale di Polizia Penitenziaria di Trento, in particolare all’Agente ferito ed ai sei intossicati, che ancora una volta hanno…

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Una situazione estremamente difficile, tanto che un elicottero della polizia si è levato in volo per sorvolare il carcere e tenere monitorata la zona, mentre sul posto sono accorse le forze dell’ordine: polizia, carabinieri e guardia di finanza, oltre a vigili del fuoco di Gardolo, permanenti di Trento e ambulanze E’ rientrata la rivolta al carcere di Trento. La mediazione di commissariato, questura e vertici della casa circondariale è riuscita a fermare la sommossa dei detenuti. E’ ritornato tutto alla normalità dopo una mattina tesissima. Ore convulse e tensione altissima, tutto è scoppiato a causa dell’ennesimo suicidio all’interno del carcere,…

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È successo nella notte tra martedì e mercoledì in via Giorgio La Pira a Brugherio“ Suicidio a Brugherio. Nella notte tra martedì e mercoledì 19 dicembre una donna di 41 anni, un agente di polizia penitenziaria del carcere di Monza, è stata trovata morta nella sua automobile in via Giorgio La Pira a Brugherio, nella zona industriale della città.“ Tutto è accaduto 20 minuti dopo la mezzanotte, come riportato dall’azienda regionale di emergenza urgenza. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 in codice rosso con un’ambulanza e un’automedica, ma i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il…

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La televisione non si vede bene. Una quarantina di detenuti del carcere di Asti si sono rifiutati di rientrare nelle celle del carcere di Asti, ieri pomeriggio. La protesta è scopiata nelal sezione Alta Sicurezza del carcere astigiano. La trattativa con i detenuti, diretta dal comandante del reparto della polizia penitenziaria è durata quattro ore. Solo intorno alle 20 i detenuti sono rientrati nelle loro celle sotto la sorveglianza degli agenti della polizia penitenziaria. All’origine della protesta – hanno spiegato i detenuti agli agenti – ci sarebbe la qualità delle immagini delle televisioni in dotazione nelle celle: “Sono vecchie e…

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Milano, 9 novembre 2018 – Il secondo episodio nel giro di una settimana. Ieri sera, attorno alle 20.30, è scattato ancora l’allarme al carcere di Opera per un incendio: secondo le prime informazioni, un detenuto ha posizionato un materasso al centro della cella e ha dato fuoco. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia e i vigili del fuoco, che per fortuna sono riusciti a domare il rogo in poco tempo. A Opera sono arrivati pure i sanitari del 118, che hanno soccorso alcune persone (non si sa con esattezza se si tratti di altri detenuti o di agenti della polizia penitenziaria)lievemente intossicate dal fumo sprigionato dalle…

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Ogni anno all’interno dei 190 istituti penitenziari italiani transitano tra i 100mila e i 105mila detenuti. Secondo gli ultimi dati, circa il 70% dei detenuti possiede almeno una malattia cronica, ma di questi poco meno della metà ne è consapevole. Le carceri si confermano, quindi, un concentratore di patologie: malattie infettive, psichiatriche, metaboliche, cardiovascolari e respiratorie. Sono significativi, ed allarmanti, i dati emersi nel corso del XIX Congresso Nazionale SIMSPE, Agorà Penitenziaria 2018, che si è tenuto a Roma ad inizio ottobre. Organizzato insieme alla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT, ad esso hanno partecipato circa…

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