Trento, detenuto tenta di evadere durante visita visita ospedaliera. Immediatamente bloccato dalla Polizia Penitenziaria.

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TRENTO, DETENUTO TENTA DI EVADERE DURANTE VISITA OSPEDALIERA. SAPPE: “APPREZZAMENTO A POLIZIA PENITENZIARIA, VIGILE ED ATTENTA”

Ha tentato di evadere durante una visita in Ospedale, ma l’attenta vigilanza della Polizia Penitenziaria ha scongiurato sul nascere il grave evento critico. Protagonista un detenuto del carcere di Trento. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.  Spiega Massimiliano Rosa, segretario provinciale SAPPE di Trento: “Ieri mattina, durante un servizio di traduzione di un detenuto presso il locale Ospedale Civile per visita medica programmata, l’uomo ha tentato l’evasione. Il detenuto, di origine nordafricana (Marocco), 43 anni, definitivo con fine pena 18/05/2022, al termine della visita, mentre si apprestava a uscire dall’ambulatorio, tentava la fuga divincolandosi con forza dalla scorta, con violente spinte verso il Personale di Polizia Penitenziaria che solo grazie alla prontezza, alle capacità e la grande attenzione messa in campo dai componenti della scorta riuscivano a bloccare immediatamente il soggetto a terra ed ad ammanettarlo, riportando la situazione alla normalità. Il detenuto veniva subito ritradotto in istituto penitenziario. Durante il tentativo di evasione posto in essere dal detenuto, due componenti della scorta subivano dei danni fisici e venivano inviate al P.S. per le cure mediche del caso. Vivo apprezzamento esprime il SAPPe per l’alto senso di professionalità posto in essere dal Personale di P.P. di scorta, che ha sventato l’evasione del pericoloso soggetto”.
Solidarietà e parole di apprezzamento per la professionalità, il coraggio e lo spirito di servizio dimostrati di poliziotti penitenziari di Trento arriva da Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “E’ solamente grazie a loro, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. I bravi colleghi di Trento hanno bloccato l’uomo, che sarebbe fuggito, con grande professionalità ed attenzione.  Ora bisogna che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria invii un congruo numero di Agenti di Polizia Penitenziaria per fronteggiare la grave carenza di organico del Reparto”.
Ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre”, denuncia ancora il leader del SAPPE SAPPE. “Quanto accaduto a Trento evidenzia come le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E rispetto all’ennesima emergenza legata al sovraffollamento, con oltre 60mila detenuti presenti nelle carceri italiane, èsolamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto e se si riesce a contrastare le intemperanza e le violenze di una parte di popolazione detenuta aggressiva e violenta”.
Il Segretario Generale del SAPPE esprime infine apprezzamento e vicinanza al Personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Trento ed auspica che “il ministero della Giustizia riconosca loro una adeguata ricompensa per le eccellenti capacità professionali e umane con le quali hanno gestito il gravissimo evento critico, che avrebbe potuto avere peggiori conseguenze se l’intervento degli Agenti non fosse stato appunto tempestivo”.

Fonte:Ufficio Stampa SAPPe

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