UEPE: l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna

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Un dialogo fondamentale, che deve necessariamente esserci tra servizio sociale e Polizia Penitenziaria. Un dialogo che ci consentirà una conoscenza reciproca, anche se la realtà degli uomini in divisa è a me nota, per aver indossato un’uniforme (quella mimetica) per circa dieci anni.

Uepe: Cos’é?

Vorrei iniziare questo percorso, presentandovi sinteticamente la storia degli UEPE. Nelle prossime pubblicazioni, vorrei poi passare ai compiti e alle funzioni svolta dagli assistenti sociali all’interno degli UEPE.
Un campo significativo di lavoro degli operatori sociali è quello con le persone che si trovano a scontare una pena all’ esterno del carcere beneficiando di una delle misure alternative alla detenzione o della messa alla prova a seguito della commissione di un illecito.

Gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna (U.E.P.E.) rappresentano un’articolazione del Ministero della Giustizia e sono deputati alla presa in carico delle persone sottoposte a misure esterne all’Istituto penale. Centrale all’interno degli UEPE è la figura dell’assistente sociale, che insieme alla Polizia Penitenziaria, esperti psicologi, criminologi, e negli ultimi tempi educatori, collabora alla mission istituzionale. Il mondo penale e penitenziario è da sempre focalizzato sulla pena detentiva, tant’è che il primo pensiero che spesso viene alla mente in ognuno di noi quando sentiamo parlare di esecuzione penale è il carcere, con i suoi sistemi di sicurezza. In realtà, l’esecuzione penale esterna non può essere subordinata all’istituzione carceraria, come “qualcosa che viene dopo” la pena detentiva. A seguito di recenti impianti normativi, soprattutto di stampo internazionale, ci invitano a una riconsiderazione della sanzione penale da intendersi come community sanction, ossia una misura da vivere nella comunità e con la comunità, al fine di raggiungere l’obiettivo rieducativo sancito dalla Costituzione italiana all’art. 27.co.3.

L’UEPE è la rappresentazione delle possibilità alternative e risocializzanti per l’autore di reato

L’esecuzione penale esterna e gli assistenti sociali incaricati di seguirla assumono oggi sempre più un’importanza centrale nell’ intero sistema sanzionatorio. Invero, l’inserimento dei nuclei Di Polizia Penitenziaria all’interno degli UEPE (vista da me come una reale opportunità di collaborazione) sicuramente gioverà all’ intero sistema di probation di tipo europeo. Basti pensare che nei paesi europei, in cui io personalmente ho vissuto una significativa esperienza di studio sul sistema penale e dei servizi sociali, gli uffici di probation sono multi professionali.

uepe: competenza territoriale

Orbene, il ruolo fondamentale dell’UEPE va necessariamente rivalorizzato a seguito del Regolamento di riorganizzazione del Ministero della Giustizia, entrato in vigore a partire dal 14 luglio 2015. Quest’ultimo ha operato una riunificazione dell’esecuzione penale per adulti e per minori sotto la nuova Direzione Generale per l’Esecuzione Penale Esterna e di Messa alla Prova costituita presso il nuovo Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità.
La struttura organizzativa del neo-Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità allo stato attuale è così composto:

  • Uffici Capo dipartimento
  • Direzione personale, risorse e attuazione provvedimenti
  • Direzione esecuzione penale esterna e di messa alla prova
  • Centri per la giustizia minorile
  • Uffici Capo dipartimento
  • Uffici interdistrettuali esecuzione penale esterna.

Questi ultimi sono undici in tutta Italia, ed il loro acronimo è Uiepe (Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna). Gli uffici interdistrettuali gestiscono inoltre gli ULEPE (Ufficio Locale Esecuzione Penale Esterna) e gli  UDEPE (Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna).

La struttura organizzativa è consultabile sul sito: www.giustizia.it

Ogni UEPE è suddiviso in un’area sociale, area tecnica, area amministrativa, area sicurezza che viene svolta dalla Polizia Penitenziaria.

Questo cambiamento porta all’ introduzione di una nuova cultura della pena, iniziando a concepirla come sanzione da espiare nella società civile.
Durante il periodo fascista gli assistenti sociali erano impiegati nei Consigli di patronato che assistevano i soggetti rimessi in libertà aiutandoli nella ricerca lavorativa, economica e familiare. Successivamente, per riscontrare la presenza del servizio sociale penitenziario nella realtà italiana, è necessario risalire al 1948, anno in cui andavano a realizzarsi i primi interventi nel settore della devianza minorile.

L’assistente sociale

La figura dell’assistente sociale sarà poi strutturalmente inserita presso gli Uffici di Servizio Sociale per Minorenni a solo nel 1962 ad opera della legge 1085.
Per quanto riguarda gli adulti, invece la presenza degli assistenti sociali, (Consigli di patronato) la possiamo trovare, intorno agli anni ’50 presso l’Istituto Nazionale di Osservazione di Rebibbia a Roma. Qui un’assistente sociale incaricata di redigere la prima relazione riguardante un detenuto fa emergere la tecnicità e professionalità del lavoro svolto. Si tratta di un primo orientamento per l’organizzazione del servizio sociale in ambito penitenziario: la conoscenza dell’ambiente di vita della persona ristretta, delle sue risorse familiari, economiche, associative, la preparazione alle dimissioni e la consapevolezza che il processo di aiuto comporta una visione totale del soggetto autore di reato.33
La figura dell’assistente sociale nel sistema penitenziario, viene normata ad opera della “Legge di Riforma dell’Ordinamento Penitenziario” (Legge n° 354/75).
I primi CSSA ( centri di servizio sociale per adulti) vennero istituiti contestualmente all’ entrata in vigore della predetta legge di riforma, che ne prevedeva la presenza in ogni Ufficio di Sorveglianza. Il legislatore ha voluto che ogni CSSA sia fisicamente separato dall’istituto e dall’Ufficio di Sorveglianza; La stessa collocazione sul territorio al di fuori degli istituti lo legittima come risorsa con una propria specificità professionale che travalica le mura del carcere.
In particolare, gli Agenti di Custodia (oggi agenti di Polizia Penitenziaria) erano chiamati a loro volta a conciliare le non facili esigenze di controllo e sicurezza con i principi di umanità del trattamento e della pena
Con la Legge n.154/2005 i CSSA vennero denominati Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (U.E.P.E.). Negli anni seguenti, il servizio sociale penitenziario per adulti ha sempre più precisato la sua specificità quale insostituibile agente di collegamento, cerniera, tra l’istituzione penitenziaria e il territorio, tra i bisogni dell’utenza e quelli della società in una continua e non facile armonizzazione del mandato istituzionale e mandato professionale.
Nell’ attuale momento storico le riforme coinvolgenti l’Amministrazione Penitenziaria e l’esecuzione penale esterna sono ancora in corso.
Da ultimo il nuovo Regolamento di riforma del Ministero della Giustizia D.P.C.M. n. 84 in vigore dal 14 luglio 2015, “Regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia e riduzione degli Uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche”. Tale normazione, ha visto gli UEPE, staccarsi dal DAP per transitare nel neo-Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità, ciò anche in considerazione dell’assetto europeista e dell’idea di una pena che va scontata nella comunità e con la comunità. Di certo gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna, sono in continua trasformazione, e non è difficile per un sognatore come me, orgoglioso di far parte della famiglia Ministero della Giustizia, che diventino un punto di riferimento importante per il territorio. La sfida è assai ardua, ma è la sola che possiamo percorrere tutti insieme, nessuno escluso.
Nel prossimo numero, cercherò di illustravi il ruolo degli assistenti sociali all’interno degli UEPE, focalizzandomi sulle misure alternative alla detenzione. Mi piacerebbe riceve spunti di trattazione dai lettori , al fine di rendere vive le parole.

Uepe: le statistiche

Il principale campo di intervento degli Uffici di esecuzione penale esterna (UEPE) è quello relativo
all’esecuzione delle misure e sanzioni di comunità;  gli UEPE elaborano e propongono alla
magistratura il programma di trattamento da applicare e ne verificano la corretta esecuzione da
parte degli ammessi a tali sanzioni e misure.
I compiti ad essi attributi sono indicati dall’articolo 72 della legge 26 luglio 1975 n. 354 e dalle altre
leggi in materia di esecuzione penale; si esplicano in quattro aree di intervento:

  • attività di indagine sulla situazione individuale e socio – familiare nei confronti dei soggetti
    che chiedono di essere ammessi alle misure alternative alla detenzione e alla messa alla
    prova;
  • attività di elaborazione e verifica dei programmi trattamentali nelle misure e sanzioni di
    comunità;
  • svolgimento delle inchieste per l’applicazione, modifica, proroga o revoca delle misure di
    sicurezza, su richiesta della magistratura di sorveglianza;
  • esecuzione del lavoro di pubblica utilità e delle sanzioni sostitutive della detenzione;
  • attività di consulenza agli istituti penitenziari per favorire il buon esito del trattamento
    penitenziario.
Nello svolgimento di tali attività, gli UEPE operano secondo una logica di intervento di prossimità e
di presenza nel territorio, a supporto delle comunità locali e in stretta sinergia con gli Enti Locali, le
associazioni di volontariato, le cooperative sociali e le altre agenzie pubbliche e del privato sociale
presenti nel territorio, per realizzare l’azione di reinserimento ed inclusione sociale e con le forze di
polizia, per l’azione di contrasto della criminalità e di tutela della sicurezza pubblica.
La presente analisi statistica è stata pensata per fornire un quadro dell’utenza degli Uffici di
esecuzione penale esterna, con riferimento a:
  • i soggetti in carico alla data più aggiornata,
  • i soggetti in carico nel periodo dall’inizio dell’anno fino alla data più aggiornata (dati di
    flusso),
  • gli incarichi pervenuti nel periodo dall’inizio dell’anno fino alla data più aggiornata (dati di
    flusso).
L’analisi è stata elaborata sulla base dei dati dell’archivio PEGASO che gestisce gli incarichi
effettuati dagli UEPE a favore dell’utenza.
L’analisi prende in esame le principali caratteristiche personali, quali, in particolare, il genere, la
nazionalità e la classe di età.
Di particolare importanza ai fini dell’analisi dell’utenza è la distinzione per tipologia di incarico; una
prima classificazione distingue le persone in carico per:
1. misure,
2. indagini e consulenze.

Il primo gruppo considera:

  • le misure alternative alla detenzione,
  • le sanzioni sostitutive,
  • le misure di sicurezza,
  • il lavoro di pubblica utilità,
  • la messa alla prova.
  • Il secondo gruppo fa riferimento a:
  • l’attività di consulenza per detenuti/internati,
  • l’attività di indagine,
  • l’attività di trattamento.
Con particolare riferimento alle misure alternative alla detenzione è fornito anche il dettaglio dello
stato del soggetto al momento dell’applicazione della misura.
uepe statistiche soggetti in carico 2018

 

Uepe interdistrettuali: elenco

Gli Uffici interdistrettuali di esecuzione penale esterna sono organi periferici di livello dirigenziale non generale del Ministero con le seguenti funzioni:

  • provvedono all’attuazione, negli uffici locali e nelle sezioni distaccate presenti nel distretto di competenza, delle direttive e degli indirizzi operativi emanati dal Capo del Dipartimento e dalle Direzioni generali
  • individuano i fabbisogni e propongono all’Amministrazione i documenti programmatici per le politiche di esecuzione penale esterna, il piano di programmazione e ripartizione delle risorse umane e finanziarie e la progettazione riguardante la formazione e l’informazione
  • svolgono, nell’ambito della medesima circoscrizione territoriale dei Centri della giustizia minorile, funzioni di indirizzo, coordinamento, verifica dell’attività degli uffici distrettuali e locali, promozione di iniziative progettuali, raccordo nei rapporti con gli enti territoriali, gli enti pubblici e privati, il terzo settore ed il volontariato
  • esercitano, nella circoscrizione territoriale assegnata ai medesimi uffici, i compiti ad essi attribuiti dall’articolo 72 della l. 354/1975, dal d.P.R. 230/ 2000, dalla l. 67/2014 e da altre disposizioni di legge.

Uepe Bari

Indirizzo:Via D.Marin 3, 70125 Bari
Telefono: 076650821
Email: [email protected]
Pec:[email protected]

Uepe Bologna

Indirizzo:via Fratelli Cairoli,1  40121 Bologna
Telefono: 0514215611
Email: [email protected]
Pec:[email protected]

Uepe Cagliari

Indirizzo: Via Peretti, 1 09134 Cagliari
Telefono: 07053721
Email: [email protected]
Pec:[email protected]

Uepe Catanzaro

Indirizzo: Via Tre Fontane, 28 c/o C.C 88100 Catanzaro
Telefono: 0961468805
Email: [email protected]
Pec:[email protected]

Uepe Firenze

Indirizzo:  Borgo la Croce, 60/r 50122 Firenze
Telefono: 055263191
Email: [email protected]
Pec:[email protected]

Uepe Milano

Indirizzo:  via Numa Pompilio,14 20100 Milano
Telefono: 02438571
Email: [email protected]
Pec:[email protected]

Uepe Napoli

Indirizzo: Via Vespucci, 172 80142 Napoli
Telefono: 0815630958
Email: [email protected]
Pec:[email protected]

Uepe Palermo

Indirizzo: Piazza Pietro Cerulli, 1 90129 Palermo
Telefono: 0916604811
Email: [email protected]
Pec:[email protected]

Uepe Roma

Indirizzo: Via Ostiense, 131 00154 Roma
Telefono: 065839111
Email: [email protected]
Pec:[email protected]

Uepe Torino

Indirizzo: Via Berruti e Ferrero, 1/A 10135 Torino
Telefono: 0115623661
Email: [email protected]
Pec:[email protected]

Uepe Venezia

Indirizzo: via Dante,97 30171 Venezia
Telefono: 041958266
Email: [email protected]
Pec:[email protected]

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Gennaro Del Prete

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