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Chi sono le vittime e chi i carnefici? La divisa della Polizia Penitenziaria non è una corazza!

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Chi sono le vittime e chi i carnefici?
Si sa che noi agenti di Polizia Penitenziaria non siamo facilmente perturbatili eppure qualcosa che proprio non ci va giù ultimamente c’è.
E’ una situazione che ha dell’assurdo ed è quella inerente il Garante dei detenuti, ah no! … Perdonatemi, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale cioè coloro che hanno “…la funzione di vigilare su tutte le forme di privazione della libertà…” come decanta lo stesso sito del Ministero della Giustizia.
Mi sembra giusto che noi che ci teniamo alla corretta nomenclatura utilizziamo i termini corretti, soprattutto perché non li conoscono neanche i nostri diretti superiori, vero caro Ministro Bonafede?
Tornando al succo della questione questo organo è ormai da tempo che opera: effettua colloqui e intrattiene corrispondenza epistolare con i detenuti, può accedere in qualsiasi momento all’interno degli istituti per verificare le condizioni in cui vertono i ristretti ed eventualmente segnalare mancanze.
Fino a qua tutto ok, no?  Fondamentalmente sì, se vogliamo sorvolare sul fatto che le condizioni in cui ci troviamo noi non sono altrettanto interessanti agli occhi di nessuno, ma la cosa davvero offensiva e aberrante è l’accoramento, la morbosa apprensione che queste persone hanno nei confronti dei detenuti definiti sex offender.
Per chi non ama le parole inglesi o quelle reinventate per indorare la pillola chiarisco che i detenuti di questo tipo sono coloro che si sono macchiati di reati quali stupro, pedofilia o violenza, delitti definiti socialmente riprovevoli.
Questa tipologia di detenuti sembra essere davvero al centro del cuore dei Garanti che quasi quotidianamente accedono nelle sezioni a loro dedicate per assicurarsi che stiano bene e che non siano maltrattati.
E sempre per chi non è del settore, e che potrebbe pensare che magari queste numerose visite siano dovute al fatto che ci sia preoccupazione per le eventuali aggressioni da parte della restante popolazione detenuta, preciso che ciò non è possibile in quanto questo genere di reclusi è allocato in reparti riservati, per la loro stessa comunità poiché anche il più efferato serial killer si rifiuta di condividere il corridoio con un pedofilo, e se dovesse accadere sicuramente non sarebbe gentile nei suoi confronti.
Queste ispezioni così numerose non sono altro che una mancanza di rispetto nei nostri confronti che, senza nemmeno bisogno di dirlo, passiamo per gli aguzzini dai quali questi poveri violentatori devono essere difesi; come se non facessimo altro che maltrattarli, picchiarli o chissà cos’altro immaginano che subiscano da parte della Polizia Penitenziaria.
Beh, sia chiaro che questo non avviene e, per quanto possa essere ritenuto scontato e attinente alla nostra professionalità, è da riconoscere che ci fa solo che onore in quanto sfido chiunque a mantenere la calma trovandosi davanti un uomo la cui faccia è sul giornale perché ha violentato bambini di nemmeno 5 anni di età.
Quotidianamente, ci tengo a rammentare e mai mi stancherò di farlo, la Polizia Penitenziaria con il suo lavoro si assicura che venga mantenuta la sicurezza e l’ordine e che anche questi soggetti siano al sicuro da abusi o violenze.
Mi domando quando sarà possibile auspicare altrettanto nei nostri confronti.
Invece oggi se c’è una rivolta in cui gli agenti rischiano la vita, i detenuti responsabili non vengono neanche puniti disciplinarmente; per non parlare delle aggressioni che passano in sordina come fosse un’alea del mestiere.
La magistratura stessa tende ad andare incontro ai delinquenti piuttosto che agli onesti lavoratori.
E’ un misto di delusione, rabbia, rassegnazione e imbarazzo quello che pervade tutti gli appartenenti al Corpo alla luce dell’andamento dell’amministrazione in questi ultimi tempi e che mi fa domandare se il progresso non stia portando al paradosso.
Non sarà che forse si sta un po’ esagerando?
Va benissimo… la tutela dei più deboli, è sacrosanta!
Ma allora perché non c’è anche un servizio altrettanto solerte e animato dalla stessa forte passione a disposizione delle vittime delle violenze?
Perché per la Polizia Penitenziaria non c’è a disposizione uno sportello d’ascolto? Non è stato neanche ripristinato il numero per la prevenzione al suicidio che prima era comunque inutile.
Voglio ricordare all’amministrazione che la divisa che indossiamo non è una corazza, non è un’armatura, non ci protegge da questi affronti, non ci protegge dallo stress, dalle continue mancanze di rispetto e tantomeno dalle violenze fisiche che ultimamente stiamo subendo sempre più spesso. I colleghi vittime di aggressioni forse contano di meno dei detenuti perché sono aldilà delle sbarre? I colleghi che si suicidano hanno meno valore dei detenuti perché stipendiati dallo Stato?
Sembrerebbe così dato che l’opinione pubblica focalizza il proprio interesse solo sulle mancanze delle persone private della libertà personale anche se si trovano in galera non certo perché sono state scelte agli Hunger Games per salvare la patria.
O forse non è ancora sufficiente tutto quello che è accaduto fino ad ora nei confronti degli appartenenti al Corpo?
Forse volete vedere scorrere sangue a fiumi, desiderate una vera tragedia, più famiglie rovinate, qualcosa che possa essere davvero interessante per l’opinione pubblica.
Non so quale sia la risposta ma è ora che si torni a mettere un po’ d’ordine e che soprattutto sia chiaro chi sono le vittime e chi i carnefici; chi merita ricompense e chi pene; chi chiede giustizia e chi vuole solo eluderla.

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2 commenti

  1. Erminia Castaldo on

    Buon pomeriggio! Da vicino vivo la realtà del personale della Polizia Penitenziaria perché, come si suol dire, appartengo al “bottone” per generazioni da oltre quarant’anni e ricordo che un solo Ministro della Giustizia è stato capace di essere vicino a questi poliziotti…gli altri si sono comportati come se cercassero solo un tornaconto o perché vivessero lontano anni luce dall’essere capaci di esercitare la Giustizia…non né parliamo del Capo del DAP…ha sospeso il poliziotto che con la pistola ha bloccato il detenuto che stava per evadere…quali provvedimenti ha preso nei confronti dei detenuti dei vari penitenziari che hanno aggredito i poliziotti almeno in queste ultime settimane?
    Abbiamo messo il giocattolo in mano ai bambini mascherati da Dirigenti della Giustizia

  2. RENZO BELLACHIOMA on

    UN ARTICOLO DEGNO DI TUTTO RISPETTO, SONO IN QUESTA AMMINISTRAZIONE DAL LONTANO 1983 HO SEMPRE CREDUTO E MANTENUTA FEDE AL GIURAMENTO FATTO, MA PURTROPPO DA ALCUNI ANNI A QUESTA PARTE QUESTI SCIAGURATI DIRIGENTI HANNO SEMPRE PIù TUTELATO I DELINQUENTI E SEMPRE PIù ABBANDONATO GLI APPARTENENTI AL CORPO.

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